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Tradizioni

Narrativa contemporanea, saggistica, poesia
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A passo de cucina: sfizi, frizzi e lazzi in rime romanesche
A passo de cucina: sfizi, frizzi e lazzi in rime romanesche Image

La cucina è conoscenza, tradizione, creatività, voglia di vivere e di condividere e in questa raccolta l’arte della cucina si contamina, allegramente, anche di poesia. Le ricette in rima raccontano, con musicalità romanesca, la ghiottoneria popolare, l’arte di arrangiarsi, la fantasiosa qualità che il nostro paese mette in tavola come eccellenza culturale. Gli ingredienti in questi piatti di-versi sono: ironia, storia, geografia e temi sociali.

Marco Loria è nato a Roma il 26 ottobre 1954. Tra le sue pubblicazioni: Medicina e poesia (2011), collana di 66 poesie (33 in lingua e 33 in romanesco), Tre parole e… V.I.A. (2013), collana di 31 poesie.  Ha partecipato a diversi concorsi nazionali nei quali ha raggiunto i seguenti migliori piazzamenti: - 4° posto su 662 al concorso sul mare indetto dalla rivista "Pagine" nel giugno 2008 con la poesia Contraddizioni di mare; - 13° posto su 1118 al concorso "Gioacchino Belli" del dicembre 2014 con la poesia Spaghetti a la Parlamento; - 72° posto su 982 al concorso indetto dalla casa editrice Orizzonti nel 2012 con la poesia Er progresso. Con Panesi Edizioni ha pubblicato la raccolta di rime in romanesco A passo de cucina (2015) e Patriarcando (2017).

Bambina - Francesca Vera Romano
Bambina - Francesca Vera Romano Image

Bambina è un’opera complessa, multiforme che mira a coinvolgere il lettore in un’esperienza sinestetica ed emotiva. Le parole sono immagini, evocano immagini, emozioni, sensazioni universali in cui il lettore può riconoscersi, sono alfabeti parlanti per l’anima. Bambina è un crescendo che parte dall’emotività più pura e palpitante, basata sul sangue e la lacrima, sulll’umidità di un filare di vigneti per passare alla riflessione sul corpo come cassa di risonanza, un corpo consapevole, un corpo dove il dolore è impresso e marcato in ogni costola, un corpo che man mano tende alla rarefazione, alla scarnificazione per poi giungere al silenzio ed esprimere il dolore rielaborato con la parola troncata, minima, che lascia al lettore ampio margine interpretativo.

Francesca Vera Romano nasce a Venosa il 01/08/1982. Antropologa appassionata di scrittura e teatro, si avvicina poco più che ventenne alla poesia e al teatro. Alla continua ricerca di sperimentazioni letterarie, scomposizioni della parola, dissezioni spietate dell’animo umano, trova la sua espressione privilegiata nella poesia che definirà come luminosa decodifica dell’assurdo. Nel 2007 La sua poesia Settecento viene selezionata per essere inserita nell’antologia di poeti emergenti Navigando tra le parole da una giuria composta da poeti contemporanei la cui presidentessa è Alda Merini ed edita dalla casa editrice Nuova Clio Mursia. Incoraggiata da questo successo continua nella scrittura sia di poesie che di monologhi per il teatro. Ha pubblicato per il gruppo L’Espresso tre raccolte di poesia: Raccolti di Fiori (2012), De Errore (2013) e Ore di Silenzio (2014).

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Cenere - Giulia Baroni
Cenere - Giulia Baroni Image

Alice Mivato ha una missione: salvare vite. Vite animali. Decide quindi di arruolarsi in ELA, un’organizzazione non riconosciuta legalmente che si occupa proprio di questo. Ma in questa sua nuova vita avrà molti ostacoli da superare: l’essere umano, la sua crudeltà, la forza dei sentimenti e un doloroso passato che odora di cenere. Un romanzo crudo e insieme delicato, che si muove con coraggio sul filo della responsabilità che ci lega agli altri abitanti del nostro pianeta e alla loro dignità.

Giulia Baroni, classe 1984, ragioniera e bancaria, si è sposata il 24 settembre 2011, è diventata mamma per la prima volta il 24 agosto 2012, è diventata bis-mamma il 24 agosto 2014 e ha due cani. Ritiene che: - il 24 le porti fortuna; - i giardini senza bimbi e senza animali siano posti un po' tetri; - ogni essere umano dovrebbe leggere il libro Cecità di Saramago.

Goffman: la metafora drammaturgica e la comprensione delle interazioni sociali - Francesca Panzacchi
Goffman: la metafora drammaturgica e la comprensione delle interazioni sociali - Francesca Panzacchi Image

In questo saggio si vuole analizzare l'importanza della metafora drammaturgica goffmaniana nell'interpretazione dell'interazione sociale. Esaminando la figura dell'autore e l'evoluzione del suo pensiero, si osserva come la metafora rimanga il filo conduttore di tutta la sua opera. Si pone l'attenzione sull'interazionismo simbolico e sull'etnometodologia, che sono le correnti di pensiero che l'hanno maggiormente influenzato. Da esse prende le mosse la sociologia di Goffman, per evolversi poi in una direzione propria, che rende impossibile inquadrare questo autore in una precisa corrente sociologica. La comprensione e l'interpretazione delle interazioni sociali sono possibili mediante l'utilizzo della metafora drammaturgica. La metafora diviene modello esplicativo della realtà sociale e chiave di lettura dell'interazione e della presentazione del self nella vita quotidiana. Essa permette di cogliere gli aspetti più significativi e spesso non manifesti del comportamento internazionale.

Francesca Panzacchi si è laureata in Scienze Politiche all'Università di Bologna con una tesi su Goffman. Scrittrice e fotografa, ha ottenuto importanti riconoscimenti in ambito letterario. Direttore delle Collane Light e Blue della Ciesse Edizioni dal 2011 al 2013, ha collaborato con Il Resto del Carlino e ha pubblicato due audiolibri di fiabe per TreeBook Audioeditore. Con Ciesse Edizioni ha pubblicato La casa di Sveva (2010), Il Normanno (2011), la silloge poetica Sospiri(2011), Delitti al castello (2012), Le ricette del desiderio (2012), il libro fotografico D'ombra e di luce (2012) e Andrea contro Sveva (2013). Con Lite Editions ha pubblicato Il ritorno (2012) e Il bivio (2013). Con Eros Edizioni ha pubblicato Il desiderio di Giulia (2013). Con ErosCultura Amo amas amatTre è meglio di due e Il dolce di Natale. Con Milena Edizioni ha pubblicato L'alienato (2013), scritto a quattro mani con Vito Introna. Con Cavinato Editore International ha pubblicato la raccolta di fiabe D'amore e altre magie (2014). Con Edizioni Imperium il noir Diario di un delitto d'amore (2015) e Io non cedo (2015).

Il chiosco di Diana - Laura Fogliati
Il chiosco di Diana - Laura Fogliati Image

Diana gestisce l’edicola del chiosco di Piazza Gramsci, fulcro della cittadina in cui si è trasferita in cerca di un futuro migliore. La sua vita prosegue fra alti e bassi ma relativamente tranquilla, fino al giorno in cui incontra un anziano signore che le consegna un regalo misterioso: un piccolo libro che la costringerà a fare i conti con il proprio passato. Tutto si complica ulteriormente quando una sera la sua gattina fugge e, durante le ricerche, Diana incappa in Giulio, il ragazzo che amava quando era ragazzina. Una storia che viaggia sulla linea sottile del destino, oltre il tempo, oltre tutte le resistenze, oltre tutti gli ostacoli.

Laura Fogliati è nata nell’aprile del 1967 a Chiavari (Ge). Vive e lavora in una piccola cittadina del Levante Ligure. Affascinata dalla forza e dalla magia della parola, si è appassionata alla lettura fin da giovanissima e, in seguito, alla scrittura. Ha scritto Oltre le nuvole. Martina e il Paese dell’Arcobaleno (Panesi Edizioni, 2016), Il chiosco di Diana (Panesi Edizioni, 2018), Storia di un'amicizia coraggiosa (2019), Tu sei la Danza (2019) e ha partecipato alla raccolta di racconti Pensieri di Mamma (Panesi Edizioni, 2018).

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L'arte della solitudine - Aldo Boraschi
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Sante Bruni è un giornalista, vive a Bologna con la moglie Elide, combattuto tra le insoddisfazioni professionali e il dolore per la paternità che non arriverà mai. Eppure la sua vita non è solo questo. Fuori dalla sua casa, in fuga da se stesso e da ataviche domande senza risposta, incontra Duilio, Serena, il mondo degli ultimi, avanzi di mondo. Passato e futuro si incontrano, inesorabilmente, davanti al deserto della verità presente.

Aldo Boraschi è nato nel 1964 ed è giornalista, scrittore e blogger. Ha lavorato per oltre vent’anni in redazioni giornalistiche di emittenti televisive, settimanali e quotidiani. Ha pubblicato per la casa editrice Rupe Mutevole: Donne Altrimenti Amate (2012), Al limite del buio (2012), L’enfasi eccessiva (2013), Dalidà (2014), Il Funambolo e altre vite (2016), La parte sbagliata del tappeto (2016), Storie da osteria (2017), Onorarono (2019). Ha curato Intrighi, leggende e misteri. La storia dei Fieschi (2015) e La congiura del Conte Gian Luigi Fieschi (2015). Ha pubblicato per la casa editrice I Libri di Emil, in cartaceo: La Voce del Geco (2018) e L’arte della solitudine (2019). Ha tradotto dall’inglese l’opera della scrittrice libanese Joumana Haddad Humanus – Il terzo sesso (2017). Con Panesi Edizioni ha pubblicato La Donna Francese (2019) e le edizioni digitali di La voce del geco e L'arte della solitudine (2020).

La voce del geco - Aldo Boraschi
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Giusto è un ragazzo che vive sui tetti. Tutta la sua vita accade sui tetti di un condominio di Lavagna, adottato dai vicini e lasciato libero di essere quel che è. Quando arriva Raimonda tutto cambia. Ma perché tutto davvero possa cambiare, è necessario fare il passo in più: scendere nel mondo.

Aldo Boraschi è nato nel 1964 ed è giornalista, scrittore e blogger. Ha lavorato per oltre vent’anni in redazioni giornalistiche di emittenti televisive, settimanali e quotidiani. Ha pubblicato per la casa editrice Rupe Mutevole: Donne Altrimenti Amate (2012), Al limite del buio (2012), L’enfasi eccessiva (2013), Dalidà (2014), Il Funambolo e altre vite (2016), La parte sbagliata del tappeto (2016), Storie da osteria (2017), Onorarono (2019). Ha curato Intrighi, leggende e misteri. La storia dei Fieschi (2015) e La congiura del Conte Gian Luigi Fieschi (2015). Ha pubblicato per la casa editrice I Libri di Emil, in cartaceo: La Voce del Geco (2018) e L’arte della solitudine (2019). Ha tradotto dall’inglese l’opera della scrittrice libanese Joumana Haddad Humanus – Il terzo sesso (2017). Con Panesi Edizioni ha pubblicato La Donna Francese (2019) e le edizioni digitali di La voce del geco e L'arte della solitudine (2020).

Le fate del Kochi - Nicola Tenani
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Con Le fate del Kochi si conclude la trilogia delle “fate”, viaggio appassionato e innamorato attraverso i villaggi, la natura, le vite di quel meraviglioso stato del Sud indiano che è il Kerala, God’s Own Country, il Paese di Dio, una terra intercalata tra acque e foreste, monti e popoli, colline e villaggi, veri formicai umani in balia del karma individuale e collettivo. Il Kochi: siamo nel perfetto cuore del Kerala, terra di acque e di cultura, viaggiando sulle tipiche barche di giunco, le kettuvalam, nelle ramificate backwaters sino ai monti dell’Idukki, tra le piantagioni di tè e gli elefanti selvatici che le attraversano, creando quella sottile magia visiva cui mai l’occhio si abitua. I tre racconti di questo libro vi condurranno nel regno di Cochin, la regina del Mar d’Arabia sulla Via delle Spezie sin dall’antichità, per poi risalirne il territorio iniziando dalla perla, Alappuzha (Aleppey), continuando verso nord in direzione dell’altopiano del Deccan, verso il cuore dell’India, fino ai piedi dei Gathi. Tre donne a rappresentare ancora una volta l’essenza dell’India: sorrisi, profumi, paure.

Nicola Tenani nasce a Ferrara nel 1968 e negli anni coltiva le sue tre principali passioni: la musica, la fotografia, la scrittura. Da anni scrive recensioni musicali spaziando su vari generi, amando il lato etnico e culturale, storico e folkloristico della musica, e questo lo ha appassionato nei suoi viaggi e spinto ad entrare nel profondo delle culture con cui è venuto in contatto. L’amore per l’India si tramuta nel tempo in vari viaggi. Nel Sud indiano (soprattutto Kerala e Tamil Nadu) ha trascorso lunghi periodi a contatto con la popolazione locale dalle coste sino al profondo delle foreste, una sorta di viaggio/ricerca tra culture, cibi, natura che si tramuta presto nel cercare di rendere la sua permanenza fotografica prima, letteraria poi. Tre i viaggi letterari dedicati al Kerala: il Travancore (Le fate del Travancore - 2016), il Malabar (Le fate del Malabar - 2017) ed il Kerala inteso non come stato attuale ma come antica terra a nord, verso le foreste dei monti del Gath, verso il Karnataka (Le fate del Kochi - 2018). L’amore nato, fiorito, coltivato lo porta a ricevere, durante un importante festival di danza e musica classica nella città di Palakkad, il Golden Shawl, lo scialle tipico nei colori keraliti, bianco ornato d’oro, e il titolo onorifico di sree. Da qualche anno si è trasferito con la famiglia in Cambogia, dove vive, lavora e scrive.

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Le fate del Malabar - Nicola Tenani
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Il Malabar, terra di sogni e di spezie, di mare e foreste, si trova nel cuore del Kerala. Era un regno ricco, in cui le spezie giungevano sulle coste e arricchivano i commerci con tutta l’Asia e con l’Europa. Vaniglia, curcuma, zenzero, pepe, noce moscata, sete, legni pregiati; il Malabar è oggi parte integrante del Kerala, le sue città sono gli scrigni della cultura keralita. La bella Kozhikode, la colta Thrissur, l’elegante Kannur e, all’interno, Calpetta, nel distretto del Wayanad, sul confine con il Karnataka, terra di elefanti e uomini-leopardo, popolazioni antiche, tribali, tigri e leopardi. In questa suggestiva cornice si snodano le storie di Tripuri, semplice donna con un grande sogno: incontrare Amma, la Santa amata in tutto il mondo, nel suo ashram nel sud del Kerala; di Aishwarya, una ragazza dal grande cuore che, dopo aver deciso di adottare un elefantino rimasto orfano, scopre di possedere un grande dono, e infine di Aamira, una ragazzina musulmana, persa nella contemplazione del tramonto, riflettendo con amore, poesia e tanta malinconia, con i suoi sogni e i suoi ricordi.  Le fate del Malabar è poesia e sogno, realtà e dolore, amore e passione, natura e spirito, colori e profumi d’incenso, spezie, fiori e cibi. È il secondo viaggio dell’autore – dopo Le fate del Travancore - all’interno del Kerala, chiamato il paese di Dio.

Nicola Tenani nasce a Ferrara nel 1968 e negli anni coltiva le sue tre principali passioni: la musica, la fotografia, la scrittura. Da anni scrive recensioni musicali spaziando su vari generi, amando il lato etnico e culturale, storico e folkloristico della musica, e questo lo ha appassionato nei suoi viaggi e spinto ad entrare nel profondo delle culture con cui è venuto in contatto. L’amore per l’India si tramuta nel tempo in vari viaggi. Nel Sud indiano (soprattutto Kerala e Tamil Nadu) ha trascorso lunghi periodi a contatto con la popolazione locale dalle coste sino al profondo delle foreste, una sorta di viaggio/ricerca tra culture, cibi, natura che si tramuta presto nel cercare di rendere la sua permanenza fotografica prima, letteraria poi. Tre i viaggi letterari dedicati al Kerala: il Travancore (Le fate del Travancore - 2016), il Malabar (Le fate del Malabar - 2017) ed il Kerala inteso non come stato attuale ma come antica terra a nord, verso le foreste dei monti del Gath, verso il Karnataka (Le fate del Kochi - 2018). L’amore nato, fiorito, coltivato lo porta a ricevere, durante un importante festival di danza e musica classica nella città di Palakkad, il Golden Shawl, lo scialle tipico nei colori keraliti, bianco ornato d’oro, e il titolo onorifico di sree. Da qualche anno si è trasferito con la famiglia in Cambogia, dove vive, lavora e scrive.

Le fate del Travancore - Nicola Tenani
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Il Travancore: una regione situata nell’India precedente l’Indipendenza del 1947, un regno a cavallo tra gli attuali confini meridionali dello stato del Kerala (allora suddiviso in tre regioni, Travancore, Kochi, Malabar) e parte del confinante Tamil Nadu. Oggi i confini sono definiti in modalità diverse, ma il Travancore esiste nella sua cultura, in cibi, usanze, aspetti naturalistici, templi, luoghi, storie di uomini e donne forgiate nei millenni al senso dell’armonia interreligiosa e alla convivenza tra caste ed etnie variegate. Chi sono le fate del Travancore? Sono le donne di questo angolo di tropico indiano. All’interno del romanzo viaggerete in quelle terre attraverso spaccati delle loro vite, delusioni, sofferenze, sogni, disillusioni e successi. In questo percorso letterario sarete non solo viaggiatori, ma soffrirete e gioirete al fianco della vedova Subha e della sua rivincita su un karma in precedenza negativo, al fianco della giovane Sajitha, danzatrice di Mohiniyattam alla scoperta di sé e del legame con la sua insegnante, della povera Judy, cristiana sposata con un marito alcolizzato e violento, del suo dolore sulle rive del mare d’Arabia.

Nicola Tenani nasce a Ferrara nel 1968 e negli anni coltiva le sue tre principali passioni: la musica, la fotografia, la scrittura. Da anni scrive recensioni musicali spaziando su vari generi, amando il lato etnico e culturale, storico e folkloristico della musica, e questo lo ha appassionato nei suoi viaggi e spinto ad entrare nel profondo delle culture con cui è venuto in contatto. L’amore per l’India si tramuta nel tempo in vari viaggi. Nel Sud indiano (soprattutto Kerala e Tamil Nadu) ha trascorso lunghi periodi a contatto con la popolazione locale dalle coste sino al profondo delle foreste, una sorta di viaggio/ricerca tra culture, cibi, natura che si tramuta presto nel cercare di rendere la sua permanenza fotografica prima, letteraria poi. Tre i viaggi letterari dedicati al Kerala: il Travancore (Le fate del Travancore - 2016), il Malabar (Le fate del Malabar - 2017) ed il Kerala inteso non come stato attuale ma come antica terra a nord, verso le foreste dei monti del Gath, verso il Karnataka (Le fate del Kochi - 2018). L’amore nato, fiorito, coltivato lo porta a ricevere, durante un importante festival di danza e musica classica nella città di Palakkad, il Golden Shawl, lo scialle tipico nei colori keraliti, bianco ornato d’oro, e il titolo onorifico di sree. Da qualche anno si è trasferito con la famiglia in Cambogia, dove vive, lavora e scrive.

Lost in the desk - Giacinta Caruso
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Estate 1994. La giovane Agata Salina, orfana cresciuta a Roccalago, comune immaginario dell’hinterland romano dominato da clan mafiosi e lobby politiche senza scrupoli, fa ritorno a casa per il funerale del nonno, un professore in pensione che si è preso cura di lei dopo la morte di entrambi i genitori. Agata ha intenzione di rimanere per tutta l’estate nel casale della sua infanzia perché un quotidiano romano ha accettato la sua richiesta di fare uno stage, il cui inizio coincide con l’arrivo di David, il suo fidanzato. La vacanza spensierata che i due giovani speravano di trascorrere in Italia si trasforma presto in un incubo a causa delle molestie dei vicini di casa, una coppia di mezz’età che gestisce due noti locali per conto di un’organizzazione criminale. Aiutata da Milena, la domestica albanese del nonno, Agata tenta di resistere alle violenze dei vicini e intanto si barcamena nel difficile mondo della redazione grazie all’appoggio di un giovane cronista, che le insegna come destreggiarsi fra le mille insidie che incontra sul suo cammino, soprattutto dopo che il quotidiano viene coinvolto in una storia di tangenti e rischia la chiusura. Sempre più esacerbata e spinta dalla vendetta, alla fine decide di dare ascolto a Milena e di farsi giustizia da sola.

Giacinta Caruso è nata al Lago Albano, vicino Roma, dove vive. È giornalista professionista. È stata cronista, prima in un giornale locale, poi in un quotidiano romano. Conclusa l'esperienza giornalistica, si è dedicata alla scrittura. Ha partecipato, vincendo, alla terza e ultima edizione del premio letterario "La Prairie: racconti di donna", con il romanzo breve Aleyt. Nel 2005 ha scritto il thriller Il giardino delle delizie (le vicende del pittore fiammingo Bosch si intrecciano con una serie di delitti nella Londra dei nostri giorni) pubblicato dall'editore Flaccovio di Palermo. Successivamente ha scritto altri tre mistery dove, con la stessa formula, si ripercorre la vita dei pittori Van Eyck, Dürer e Rembrandt (tradotto in lingua spagnola da un editore di Buenos Aires). Flaccovio ha pubblicato anche il suo quinto romanzo, dedicato al campione automobilistico Achille Varzi, l'eterno rivale di Nuvolari. Con Panesi Edizioni ha pubblicato gli e-book Il triangolo di Rembrandt (2014), La Camera Ardente (2015), La moglie di Van Eyck (2016) e Lost in the desk (2016).

Marilyn, gli ultimi tre giorni - Elisabetta Villaggio
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Era la notte tra il 4 e 5 agosto 1962 quando Marilyn Monroe esalava il suo ultimo respiro. La causa ufficiale: suicidio da overdose di barbiturici. Ma le domande (e le non risposte) sono troppe. Perché non sono mai stati interrogati ufficialmente la sua governante Eunice Murray e il suo psichiatra Ralph Greenson? Perché dall’autopsia è risultato che non ci fossero pillole nel suo stomaco, ma diverse punture nella zona del cuore? Perché una donna con una carriera spettacolare davanti a sé doveva uccidersi? Nella breve vita di Marilyn Monroe si sono intrecciati amori, passioni, lavoro, politica e carriera. Intrecci che forse ne hanno anche tragicamente deciso la fine. Era diventato un personaggio scomodo Marilyn Monroe. In questa sceneggiatura tratta dallo spettacolo teatrale omonimo, Elisabetta Villaggio ci racconta quegli ultimi, tragici, tre giorni.

Elisabetta Villaggio ha studiato Filosofia all'Università di Bologna e Cinema e Televisione a Los Angeles alla USC (University of South California). Ha lavorato in televisione come assistente alla regia, regista, autrice e consulente per programmi Rai, Mediaset, La7. Ha realizzato due cortometraggi. Uno dei due, Taxi, è stato selezionato alla "Mostra del Cinema" di Venezia. Ha scritto alcune sceneggiature e ha diretto il film Luna e le altre e ha realizzato il documentario Paolo Villaggio: mi racconto, selezionato all'"ArtDocFest" di Roma nel 2010. Insegna alla RUFA (Rome University of Fine Arts) nel Dipartimento di Cinema. Collabora e ha collaborato con alcuni giornali e riviste cartacee e on line. Il testo teatrale Marilyn, gli ultimi tre giorni ha vinto il premio "Donne e teatro - XI edizione" come Opera Prima ed è stato pubblicato dalla casa editrice Borgia. L'opera è andata in scena sotto la sua regia nella stagione 2011-2012. Ha scritto anche Marilyn: un intrigo dietro la morte, pubblicato da Bonanno Editore nell'ottobre 2012, di cui ha anche curato la regia per la messa in scena del dicembre 2012. Ha scritto la mise en scene Io sono Virginia, in scena da maggio 2013. Ha pubblicato: Una vita bizzarra, nel 2013 con Città del Sole Edizioni, La mustang rossa e In viaggio con Poldina (La Ruota Edizioni), Flaminio che passione!.

Nero - Emanuele Lagomarsino
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Esiste un’età giusta per morire d’amore? Nero è la storia di Guido, di come la vita lo abbia messo di fronte a tante prove, alla perdita e alla scoperta. Nero è la storia di come le aspettative non sempre siano soddisfatte, ma anche di come si possa trovare il modo di non perdere la speranza. Emanuele Lagomarsino ci racconta la parabola discendete dell’esistenza di Guido e ci affida un potente lumicino di speranza, perché non è detto che perdere tutto sia la fine.

Emanuele Lagomarsino nasce a Chiavari (Ge) il 18 marzo 1988 da Giorgio e Laura. Primo di due figli, si diploma Geometra e a ventitré anni inizia a guadagnarsi da vivere gestendo il distributore di carburanti di famiglia nell’entroterra chiavarese, tentando di scrivere le sue opere tra un cliente e l’altro o nei pochi momenti liberi della giornata. Nel 2013 pubblica Cristalya (Edicolors), piazzandosi nei venti semifinalisti del Premio Bancarellino 2014. Nel 2015 pubblica Come un battito d’ali (Kimerik Edizioni) e si classifica al primo posto del Premio Francesco Dallorso di Lavagna (Ge). Nel 2016 arriva finalista al Premio Descalzo di Sestri Levante (Ge). Del 2017 è Dieci racconti brevi (Panesi Edizioni), la sua prima antologia di racconti brevi, del 2018 il romanzo Nero.

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Nescafé Frappé - Mauro Corticelli
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Dalle strade di Bologna al mare di Cefalonia, passando per la Puglia e il Canada. In questo intreccio di luoghi si incontrano le vite di Cesare, Chiara, Gianni, Beatrice, Simona, Amalìa, Luca e Claudio. Una generazione in lotta con se stessa e con la vita, con il lavoro e con le emozioni. Una storia intensa e coinvolgente, scandita con il ritmo di un film.

Mauro Corticelli è nato l’8 ottobre 1973 a Bologna. Amante appassionato del basket, lavora come responsabile dell’ufficio acquisti in un’azienda del bolognese. Ama i gialli, dai classici come Agatha Christie e Conan Doyle ai contemporanei Loriano Macchiavelli e Vázquez Montalbán. Nel suo mp3, invece, si trovano Jovanotti, i Subsonica e i Baustelle. Le sue passioni: oltre alla pallacanestro, viaggiare e girare per i mercatini dell’antiquariato, soprattutto modernariato e vintage. Nel 2015 ha pubblicato il noir Hannover Dream (Pendragon) e nel 2016 è uscito il romanzo Prigionieri (Pendragon).

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Nessuno al posto tuo - Erika Zerbini
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Gioia è una giovane donna, vittima inconsapevole di una relazione violenta, finché la nascita di suo figlio le apre gli occhi: non più solo responsabile di se stessa, si costringe a guardare la realtà da una prospettiva differente, prendendo consapevolezza della gravità di ciò che, solo poco tempo prima, era per lei normalità. Gioia si trova a dover rispondere a domande inevitabili. Cos'è una famiglia? Fino a che punto ha senso scendere a compromessi e sacrificarsi, pur di tenerla unita? Possono l'infelicità, la paura e la violenza essere il prezzo da pagare per dirsi famiglia? Se scegliesse di salvarsi, quali sarebbero le conseguenze? Cosa sarebbe condannato a subire suo figlio? Quello di Gioia è un arduo percorso di crescita, verso la valorizzazione di sé e del suo potenziale, come persona, come donna e come madre.

Erika Zerbini è nata a Genova il 28 febbraio 1976 e vive nell’entroterra ligure con il marito e i tre figli. Si interessa di lutto  perinatale, maternità e famiglia. Ha pubblicato: Questione di biglie (Eidon Edizioni, 2012), Professione MAMMA (Eidon Edizioni, 2015), Nato vivo (PM edizioni, 2016); Insieme albo illustrato a cura di Michela Turri, Chiamami Mamma (YouCanPrint, 2018). Racconti pubblicati: La mia maternità interrotta riprodotto sul N. 13 (anno 141) del “Corriere della Sera”, Ovunque... ti aspetterò, inserito nella raccolta Pensieri di mamma (Panesi Edizioni 2017), Sembrava una promessa (YouCanPrint, 2018). Facilita  "Funamboli”, il Gruppo A.M.A. dedicato ai genitori in lutto perinatale, presso l’E.O. Ospedali Galliera di Genova. Cura i blog  www.professionemamma.net e luttoperinatale.life (in collaborazione con Novella C. Buiani, psicologa).

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Patriarcando - Marco Loria
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Aspetti sociali, religione, politica, cronaca, costume, fantascienza, natura, valori... tutto può essere messo in poesia. Grazie a rime e giochi verbali, i concetti astratti, le riflessioni e perfino le tragedie si tingono d’arte e si alleggeriscono. Tra rime italiane e romanesche, Loria riesce ancora una volta a strapparci un sorriso facendoci riflettere, nel contempo, sui grandi temi della vita.

Marco Loria è nato a Roma il 26 ottobre 1954. Tra le sue pubblicazioni: Medicina e poesia (2011), collana di 66 poesie (33 in lingua e 33 in romanesco), Tre parole e… V.I.A. (2013), collana di 31 poesie.  Ha partecipato a diversi concorsi nazionali nei quali ha raggiunto i seguenti migliori piazzamenti: - 4° posto su 662 al concorso sul mare indetto dalla rivista "Pagine" nel giugno 2008 con la poesia Contraddizioni di mare; - 13° posto su 1118 al concorso "Gioacchino Belli" del dicembre 2014 con la poesia Spaghetti a la Parlamento; - 72° posto su 982 al concorso indetto dalla casa editrice Orizzonti nel 2012 con la poesia Er progresso. Con Panesi Edizioni ha pubblicato la raccolta di rime in romanesco A passo de cucina (2015) e Patriarcando (2017).

 
Sarà tutto passato - Armando F. Ivaldi
Sarà tutto passato - Armando F. Ivaldi Image

Tra flashbacks e flashforwards, il racconto-monologo del protagonista, che non ha nome e con un’età indefinibile, si snoda tra luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza appena evocati, situati nell’Alto Monferrato e a Genova, in una continua riflessione e in un tempo sospeso. Il doppio viaggio nel passato e nel presente, che egli compie per la vendita della fatiscente villa dei nonni paterni, è avvolto in una dimensione misteriosa e ricca di interrogativi sul proprio vissuto: come se fosse prigioniero dei territori nascosti nel suo inconscio più profondo e nei suoi ricordi, riesumati fra esperienze dolorose e dubbi ancora non risolti. La vendita della villa diventa la metafora della vita stessa del protagonista, spezzata nell’adolescenza da tragiche vicende familiari che hanno segnato profondamente anche il suo futuro di adulto. I brani di musica classica che accompagnano la lettura evidenziano e sottolineano lo stato d’animo del protagonista.

Armando Fabio Ivaldi ha compiuto i suoi studi formativi tra Genova, Firenze, Bologna e poi fra Londra e Parigi, laureandosi in Lettere (Storia del Teatro e dello Spettacolo) nel 1973 e quindi in Storia dell’Arte (indirizzo medievale-moderno) nel 1976. Nel 1980, su richiesta dell’Université Paris-Sorbonne, entrò a far parte dell’Organisation Internationale des Experts con sedi a Parigi e Ginevra. Ha collaborato e collabora con vari enti culturali, teatri, librerie antiquarie-case d’asta, università italiane e straniere. Nel 2011 ha tenuto una serie di lezioni e conferenze sulla scenografia italiana tardobarocca nell’ambito di un master sulle arti visive organizzato dall’Università di Vigo (Spagna), mentre l’anno successivo, per iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, ha contribuito alla realizzazione del film-documentario Il vate di Dubrovnich. Ruggiero Giuseppe Boscovich, prodotto dalla Radiotelevisione Croata (Hrtvatska Radiotelevizjia). Conosciuto al pubblico internazionale come saggista e storico dello spettacolo e della scenografia, pubblica su riviste specialistiche di Storia dell’Arte, di Musicologia e di Studi e Ricerche sulla danza e in volumi nati da convegni e seminari internazionali di studio. Ancora molto giovane (1974) è stato uno degli iniziatori non solo della riscoperta della scenografia e della scenotecnica fra il secolo XVI e il XIX, ma anche della nascita degli studi sugli “apparati effimeri” barocchi. Alcuni suoi lavori si considerano ormai delle pietre miliari anche a distanza di tempo. La narrativa è stata per lui un’esperienza giovanile che doveva portarlo alla pubblicazione del suo primo romanzo nel lontano 1975, poi vanificata da eventi famigliari, ma riportata alla luce in questa nuova versione. Con Panesi Edizioni ha pubblicato “Avrò tregua a dì sì gravi?”. Opera e ballo a Genova durante la Restaurazione (1816-1848) (2016) e Sarà tutto passato (2018).

Shakira - Uno sguardo dal cuore
Shakira - Uno sguardo dal cuore Image

Non è solo un libro su Shakira, la popstar colombiana più amata e più famosa al mondo. È molto di più. È un viaggio nella vita, nel destino, nei sogni.  Ma è anche un libro che si può leggere come un lungo racconto, come una favola, come un repertorio di avvenimenti straordinariamente sostenuti dalla magica aura delle coincidenze.

Bonifacio Vincenzi è nato a Cerchiara di Calabria e attualmente vive a Francavilla Marittima (CS). In più di trent'anni di attività letteraria ha curato diverse antologie poetiche e ha collaborato a quotidiani, settimanali e riviste specializzate. Nel suo vasto repertorio di pubblicazioni, ricordiamo: quattro raccolte di liriche (ultima delle quali La tempesta perfetta, Aljon Editrice, 2009); il romanzo Arrivederci, Letizia! (Editrice Il Coscile, 2000); per sole donne, Un amore di carta (Aljon Editrice, 2011); il romanzo per ragazzi Kremena e la sfida del fuoco magico (Giovane Holden Editrice); per la Letteratura erotica, l'e-book Il nipote della vedova (Damster, Modena). Ha diretto la rivista La colpa di scrivere e il quadrimestrale di letteratura Il Fiacre N. 9, edita da Aljon Editrice. Nel 1985 ha fondato Il Musagete–Istituto culturale della Calabria nell’ambito del quale ha ideato diverse rassegne letterarie e di arte contemporanea. Ricordiamo, per la Letteratura, il "Settembre culturale calabrese", alla dodicesima edizione, e ancora "Variazioni sul tema", "Aura – Prova d'emozione", "I fuochi di Tomtor", "La bella estate", e molti altri eventi. Per l'Arte, invece, l'itinerario artistico "Giano – Incontri con l'Arte e la Kultazione". Ha fondato, inoltre, il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata, il Premio Donna dell'anno e il Premio di lettura Hansel e Gretel. Dirige per Aljon Editrice la collana di poesia al femminile "Il roseto di Kisgas" e la collana di poesia "L'Agave".

Con Panesi Edizioni ha pubblicato anche L’apprendista Babbo Natale (2014), disponibile anche in lingua inglese, e Testimone un cane e altri racconti (2015).

Questo e-book è disponibile anche in lingua spagnola.

Zena la nuda - Maria Pia Michelini
Zena la nuda - Maria Pia Michelini Image

Zena ha i suoi anni sulle spalle e ripensa ai passi che l’hanno portata a essere quella che è diventata. Ha scoperto che tutti, nessuno escluso, arrivano su questa meravigliosa Terra con un bagaglio ricco di talenti e opportunità per svilupparli al meglio. E lei? Chi deve ringraziare per essere diventata ciò che è? Gli eventi quotidiani, soprattutto quelli meno facili da affrontare, un amore corrisposto in modo diverso, vere amicizie e un Dio che è sempre stato dalla sua parte. E una donna che mai avrebbe pensato di incontrare…

Nata a Lucca nel 1966, Maria Pia Michelini è insegnante nella Scuola dell’Infanzia. Si è avvicinata alla scrittura in età adulta, quando un giorno si è chiesta cosa le piacesse fare… da grande. L’occasione di un corso di Scrittura creativa le ha aperto un mondo da cui si è lasciata abbracciare pienamente. Partecipa al progetto “Voci Leggere” di Unicoop Firenze, in collaborazione con il Centro Nazionale del Libro Parlato per la lettura e la registrazione di audiolibri per gli ipovedenti. È socia fondatrice dell’Associazione culturale letteraria Nati per scrivere che ha sede a Camaiore (Lu). Alcuni suoi racconti sono pubblicati nelle antologie annuali dell’Associazione: Tracce, Jukebox e Tutta colpa dello Zodiaco. Con il racconto Tagliare significa rinascere ha vinto il concorso “Forbici: storie di vita e di capelli”, organizzato dall’Associazione culturale Small Room, Firenze. Ama scrivere racconti e romanzi in cui i personaggi la prendano per mano e la portino nelle loro storie imprevedibili, dove trova sempre tracce di sé.

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