Era la notte tra il 4 e 5 agosto 1962 quando Marilyn Monroe esalava il suo ultimo respiro. La causa ufficiale: suicidio da overdose di barbiturici. Ma le domande (e le non risposte) sono troppe. Perché non sono mai stati interrogati ufficialmente la sua governante Eunice Murray e il suo psichiatra Ralph Greenson? Perché dall’autopsia è risultato che non ci fossero pillole nel suo stomaco, ma diverse punture nella zona del cuore? Perché una donna con una carriera spettacolare davanti a sé doveva uccidersi? Nella breve vita di Marilyn Monroe si sono intrecciati amori, passioni, lavoro, politica e carriera. Intrecci che forse ne hanno anche tragicamente deciso la fine. Era diventato un personaggio scomodo Marilyn Monroe. In questa sceneggiatura tratta dallo spettacolo teatrale omonimo, Elisabetta Villaggio ci racconta quegli ultimi, tragici, tre giorni.

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Elisabetta Villaggio ha studiato Filosofia all’Università di Bologna e Cinema e Televisione a Los Angeles all’USC (University of South California). Ha lavorato in televisione come assistente alla regia, regista, autrice e consulente per programmi Rai, Mediaset, La7. Ha realizzato due cortometraggi e scritto alcune sceneggiature. Insegna alla RUFA (Rome University of Fine Arts) nel dipartimento di Cinema. Tra i libri pubblicati, i romanzi Una vita bizzarra (Città del Sole, 2013, Premio Anassilaos alla narrativa), La Mustang rossa (La Ruota, 2016) e Fantozzi dietro le quinte (Baldini+Castoldi, 2021). Con Panesi Edizioni nel 2014 ha pubblicato Marilyn, gli ultimi tre giorni, in italiano e nella traduzione inglese, e nel 2022 Marilyn. Un intrigo dietro la morte.

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