Le fate del Malabar - Nicola Tenani

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Il Malabar, terra di sogni e di spezie, di mare e foreste, si trova nel cuore del Kerala. Era un regno ricco, in cui le spezie giungevano sulle coste e arricchivano i commerci con tutta l’Asia e con l’Europa. Vaniglia, curcuma, zenzero, pepe, noce moscata, sete, legni pregiati; il Malabar è oggi parte integrante del Kerala, le sue città sono gli scrigni della cultura keralita. La bella Kozhikode, la colta Thrissur, l’elegante Kannur e, all’interno, Calpetta, nel distretto del Wayanad, sul confine con il Karnataka, terra di elefanti e uomini-leopardo, popolazioni antiche, tribali, tigri e leopardi. In questa suggestiva cornice si snodano le storie di Tripuri, semplice donna con un grande sogno: incontrare Amma, la Santa amata in tutto il mondo, nel suo ashram nel sud del Kerala; di Aishwarya, una ragazza dal grande cuore che, dopo aver deciso di adottare un elefantino rimasto orfano, scopre di possedere un grande dono, e infine di Aamira, una ragazzina musulmana, persa nella contemplazione del tramonto, riflettendo con amore, poesia e tanta malinconia, con i suoi sogni e i suoi ricordi.  Le fate del Malabar è poesia e sogno, realtà e dolore, amore e passione, natura e spirito, colori e profumi d’incenso, spezie, fiori e cibi. È il secondo viaggio dell’autore – dopo Le fate del Travancore - all’interno del Kerala, chiamato il paese di Dio.

Nicola Tenani nasce a Ferrara nel 1968 e negli anni coltiva le sue tre principali passioni: la musica, la fotografia, la scrittura. Da anni scrive recensioni musicali spaziando su vari generi, amando il lato etnico e culturale, storico e folkloristico della musica, e questo lo ha appassionato nei suoi viaggi e spinto ad entrare nel profondo delle culture con cui è venuto in contatto. L’amore per l’India si tramuta nel tempo in vari viaggi. Nel Sud indiano (soprattutto Kerala e Tamil Nadu) ha trascorso lunghi periodi a contatto con la popolazione locale dalle coste sino al profondo delle foreste, una sorta di viaggio/ricerca tra culture, cibi, natura che si tramuta presto nel cercare di rendere la sua permanenza fotografica prima, letteraria poi. Tre i viaggi letterari dedicati al Kerala: il Travancore (Le fate del Travancore - 2016), il Malabar (Le fate del Malabar - 2017) ed il Kerala inteso non come stato attuale ma come antica terra a nord, verso le foreste dei monti del Gath, verso il Karnataka (Le fate del Kochi - 2018). L’amore nato, fiorito, coltivato lo porta a ricevere, durante un importante festival di danza e musica classica nella città di Palakkad, il Golden Shawl, lo scialle tipico nei colori keraliti, bianco ornato d’oro, e il titolo onorifico di sree. Da qualche anno si è trasferito con la famiglia in Cambogia, dove vive, lavora e scrive.

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Il Malabar, terra di sogni e di spezie, di mare e foreste, si trova nel cuore del Kerala. Era un regno ricco, in cui le spezie giungevano sulle coste e arricchivano i commerci con tutta l’Asia e con l’Europa. Vaniglia, curcuma, zenzero, pepe, noce moscata, sete, legni pregiati; il Malabar è oggi parte integrante del Kerala, le sue città sono gli scrigni della cultura keralita. La bella Kozhikode, la colta Thrissur, l’elegante Kannur e, all’interno, Calpetta, nel distretto del Wayanad, sul confine con il Karnataka, terra di elefanti e uomini-leopardo, popolazioni antiche, tribali, tigri e leopardi. In questa suggestiva cornice si snodano le storie di Tripuri, semplice donna con un grande sogno: incontrare Amma, la Santa amata in tutto il mondo, nel suo ashram nel sud del Kerala; di Aishwarya, una ragazza dal grande cuore che, dopo aver deciso di adottare un elefantino rimasto orfano, scopre di possedere un grande dono, e infine di Aamira, una ragazzina musulmana, persa nella contemplazione del tramonto, riflettendo con amore, poesia e tanta malinconia, con i suoi sogni e i suoi ricordi.  Le fate del Malabar è poesia e sogno, realtà e dolore, amore e passione, natura e spirito, colori e profumi d’incenso, spezie, fiori e cibi. È il secondo viaggio dell’autore – dopo Le fate del Travancore - all’interno del Kerala, chiamato il paese di Dio.

Nicola Tenani nasce a Ferrara nel 1968 e negli anni coltiva le sue tre principali passioni: la musica, la fotografia, la scrittura. Da anni scrive recensioni musicali spaziando su vari generi, amando il lato etnico e culturale, storico e folkloristico della musica, e questo lo ha appassionato nei suoi viaggi e spinto ad entrare nel profondo delle culture con cui è venuto in contatto. L’amore per l’India si tramuta nel tempo in vari viaggi. Nel Sud indiano (soprattutto Kerala e Tamil Nadu) ha trascorso lunghi periodi a contatto con la popolazione locale dalle coste sino al profondo delle foreste, una sorta di viaggio/ricerca tra culture, cibi, natura che si tramuta presto nel cercare di rendere la sua permanenza fotografica prima, letteraria poi. Tre i viaggi letterari dedicati al Kerala: il Travancore (Le fate del Travancore - 2016), il Malabar (Le fate del Malabar - 2017) ed il Kerala inteso non come stato attuale ma come antica terra a nord, verso le foreste dei monti del Gath, verso il Karnataka (Le fate del Kochi - 2018). L’amore nato, fiorito, coltivato lo porta a ricevere, durante un importante festival di danza e musica classica nella città di Palakkad, il Golden Shawl, lo scialle tipico nei colori keraliti, bianco ornato d’oro, e il titolo onorifico di sree. Da qualche anno si è trasferito con la famiglia in Cambogia, dove vive, lavora e scrive.

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