“Fantasie irriverenti”: il terzo volume di Perle di Liguria

Esce oggi, 3 agosto, il terzo volume della collana Perle di Liguria: Fantasie irriverenti (I) di Graziella Scofferi.

Graziella ha il dono di una prosa fluida e incisiva e un rara capacità di mutare e adattare registro stilistico e linguistico secondo i temi trattati. Passa con disinvoltura dallo stile epico omerico e nibelungico alle leziosità dei romanzi rosa alla Liala al registro comico- realistico che ricorda in parte le novelle del Decameron del Boccaccio. È dotata di fine e acuta ironia, con cui smorza i toni troppo drammatici o romantici e narra le vicende con uno sguardo in apparenza distaccato e disincantato, ma in realtà immerso nei più disparati aspetti della “commedia umana”. Spesso tale ironia diventa sano umorismo e comicità. I dialoghi sono sempre essenziali e i personaggi “parlano” realmente, coinvolti nella vicenda, mai in modo oratorio, per farsi ascoltare dal lettore.

Piera Angeloni e il suo “Genio” tornano a percorrere le strade di Ripamarina

È disponibile da oggi, 8 giugno, il nuovo libro di Piera Angeloni, Unico indizio: un talento d’oro. Il giallo della Angeloni è il terzo della serie “I Gialli del Golfo” (dopo Genio indaga e La farfalla azzurra), il primo pubblicato con Panesi Edizioni.

Un’oscura maledizione che, attraverso i secoli, continua a mietere vittime. Un viaggio avvincente nel corso della Storia, tra Cartagine, la Repubblica di Genova e Ripamarina, una piccola cittadina incastonata nel Golfo del Tigullio degli anni ‘60. Genio, vigile urbano per mestiere e investigatore per amicizia, dovrà risolvere un misterioso delitto partendo da un unico indizio: un talento d’oro.

Intervista a Maria Pia Michelini

Concetta Padula intervista la nostra Maria Pia Michelini, autrice del romanzo Zena la nuda.

Maria Pia, secondo lei, quante donne oggi potrebbero identificarsi in Zena Nardi, una donna ingabbiata nel proprio personaggio, tra il ruolo di insegnante stacanovista e quello di amica sempre cordiale e disponibile?

Ancora molte, purtroppo. E di queste, tante nemmeno si accorgono di essere prigioniere in una gabbia. Pensano che sia “normale” doversi adattare, “consigliabile” tener la barca pari cedendo a compromessi che non fanno largo a domande sui propri sogni, sui propri talenti, sulla propria unicità.

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