Riportiamo la bellissima recensione a cura di Uno scaffale di libri a TESTIMONE UN CANE E ALTRI RACCONTI di Bonifacio Vincenzi.

Non ci vogliono romanzi da numerosissime pagine o saggi scritti da persone la cui fama precede loro, per riuscire a farci riflettere su un tema vecchio come il mondo ma pur sempre attualeL’amore.
L’amore tanto citato, cantato, osannato, sognato dai poeti e dagli scrittori di ogni tempo e di ogni luogo. L’amore che ci fa sentire al settimo cielo, che ci rende completi, che ci fa sentire come se avessimo raggiunto la nostra missione di vita, ovvero essere felici, quell’amore che ci cura dalle sofferenze e dai mali.

Sul selciato della memoria i passi risuonano forte. Passi lenti, ciechi, di un uomo, una donna e un cane. Poi più nulla. Ma un nulla stranamente pieno di qualcosa.

Ed è sempre quell’amore che, purtroppo, talvolta si nutre di odio, possessione, rabbia. Quell’amore stesso che dà vita alle sofferenze e ai mali, che soffoca vittima e colpevole facendo vivere la prima nella paura, e il secondo in un’ossessione per lui giustificabile.

Tutti che prima erano amori ma che poi si trasformano in omicidi, suicidi, femminicidi, aggressioni, violenze e casi di “stalkeraggio”.

Abbiamo sbagliato tutto. Tutto. Ogni cosa si consuma comunque. Anche l’amore non consumato. Niente è per sempre.

Questo è un tema trattato e ritrattato in mille salse, un tema che da parecchio tempo si trova nella prime pagine di cronaca dei giornali, che apre le notizie dei telegiornali, che è oggetto preferito di quella che è stata definita la “Tivù del dolore”. Per non parlare, poi, di tutti quei programmi dove si prendono casi realmente accaduti e ricostruiti come se fossero dei cortometraggi. E penso anche a Sanremo, l’evento più atteso della televisione italiana, dove abbiamo visto una Luciana Littizetto che si toglie le scarpe rosse e si butta in una danza contro la violenza sulle donne e, a favore di un amore sano.

D’altronde, la storia di ogni uomo si può riassumere in tre parole: nasce, soffre, muore. Ma la cosa più importante non è né la nascita né la morte. La cosa più importante è la sofferenza. Più si soffre, più si sente la vita.

Bonifacio Vincenzi ha scritto nove racconti col suo stile poetico, come piace a me, pulito, diretto, perché diciamocelo: un tema come questo non si può prendere con le pinze e con delicatezza. Si prende e lo si sbatte in faccia al lettore. Punto.

Nessuno ha il potere di condizionare le nostre scelte e la nostra vita senza il tacito assenso di noi stessi.
Uno scaffale di libri recensisce “Testimone un cane e altri racconti”
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