Inauguriamo oggi la nostra nuova collana, Perle di Liguria, nata da un’idea del prof. Francesco Dario Rossi e supportata da Luciano Delucchi, entrambi docenti del Laboratorio di Scrittura Creativa che si tiene annualmente presso la Biblioteca del Mare di Riva Trigoso (Ge).

Lo facciamo con i racconti di Sofia Capello, che lei stessa ha raccolto sotto il titolo di Il verde tarlo.

Il Verde Tarlo è una raccolta di racconti che cattura da subito l’attenzione del lettore, invogliandolo a procedere nella lettura fino alla fine. Avvicinarsi alla scrittura attraverso il racconto sembra più facile e più immediato, ma non è così. Il racconto non tollera cadute di tensione, parole superflue, deve avere una linea narrativa diretta e precisa; l’autore deve inserirvi le informazioni necessarie al lettore per proseguire nella lettura, senza dover richiamare o spiegare troppo. Sofia ben interpreta il senso del racconto rispetto all’idea e alla linea narrativa, riesce ad andare subito al punto e a mantenere l’attenzione del lettore, non confondendo mai la brevità con la semplicità (dall’Introduzione di Luciano Delucchi).

Sofia Capello

Sofia, cosa ti ha avvicinato alla scrittura?

Il caso. Ammesso che il caso esista. In realtà un tempo l’idea di scrivere racconti era tanto lontana da me quanto lo sarebbe adesso l’intenzione di mangiare un serpente arrosto. Quindi ho imparato due cose: che posso scrivere racconti e che non conviene “mai dire mai”. Anzi tre: non ci si conosce affatto fino in fondo. Una sera passavo per di là e mi fermai all’incontro di scrittura creativa. Già iniziato, per altro. Incontrai un gruppo coeso ed accogliente. Ed un timoniere assai carismatico. “Provo”, mi dissi. L’argomento su cui avremmo dovuto scrivere era l’intelligenza artificiale. Pure ostico come esordio. Pensavo di scribacchiare qualche considerazione scontata. Ma poi mi è uscito dalla testa un bambino: “Il bambino ed il Robot”, uno dei racconti presenti nella raccolta.

Hai avuto qualche difficoltà inizialmente?

All’inizio mi sentivo come una pentola che bolle scoperchiata all’improvviso, le storie straripavano da un serbatoio sommerso. Poi mi sono un po’ assestata. Le difficoltà che incontrai sono le stesse che trovo adesso: saper tradurre in un italiano fluido e digesto la bozza che mi ronza in testa.

Il verde tarlo – Perle di Liguria I

Quanto è stato importante confrontarsi con altri scrittori durante i corsi?

Personalmente non lo ritengo un confronto, bensì uno stimolo. Ognuno esprime se stesso a suo modo e in questo nessuno serve da esempio. Il momento, il luogo e la condivisione creano l’opportunità per palesare i propri pensieri in bella copia.

Cosa significa per te, ora, scrivere?

Inventare un mondo parallelo dove poter sconfinare, dare vita a personaggi immaginari che una volta ideati guizzano nell’aria. Scrivere è anche un mezzo per poter dire tutto e il contrario di tutto. A volte le mie sagome sono ciò che nella vita reale riteniamo inopportuno e indecoroso essere: irriverenti! E quando mi ronza in testa una qualche trama, scriverla diventa un’esigenza. Ma l’ispirazione non è né scontata né prevedibile, ma alquanto improvvisa, fulminea, lunatica e capricciosa. Né razionalmente riesco a scegliere un tema su cui mi piacerebbe argomentare. Magari mi salta in mente tutt’altro. E non c’è modo di incanalarla, l’immaginazione. È come se avessi un tarlo che mi ordisce trame nella testa. Il verde tarlo.

Hai qualche progetto letterario nel cassetto?

No. “Perle di Liguria” è un’avventura inaspettata nata per mero diletto e l’esperienza durerà per il tempo che riuscirò ad attingere alla fucina che alimenta la mia immaginazione. In effetti non è la padronanza del linguaggio il mio motore propulsore bensì la fantasia, variabile assai incostante e imprevedibile. Non sempre ci si trova nella disposizione d’animo appropriata.

Ringraziamo il prof. Rossi per aver scelto la nostra piccola realtà, ma legata saldamente al territorio, per questo progetto editoriale, Luciano Delucchi per portare avanti con professionalità e affetto il laboratorio di scrittura, e tutti i partecipanti che entreranno a far parte di “Perle di Liguria”.

Un sentito ringraziamento anche a Evelyn Valenziano per il disegno in copertina.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Sofia Capello inaugura “Perle di Liguria”, la collana dedicata ai racconti della Biblioteca del Mare
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