Oggi vi presentiamo la seconda ospite “off” dell’evento che si terrà a Sestri Levante (Ge) dal 17 al 20 settembre, la quale sarà con noi domenica 20 per parlarci di scrittura ed emozioni. Lei è Anna Spissu, poetessa e scrittrice ligure.

Ci sono scrittori che facciamo fatica a definire in base allo loro produzione letteraria, non tanto perché questa sia varia o, al contrario, monotematica, ma perché le loro parole, le loro poesie, le loro creazioni smuovono talmente tanto dentro di noi che rinchiuderli dentro ad una definizione da dizionario sarebbe sminuirne la forza comunicativa e umana.

Per questo lasciamo che sia Anna a parlarvi (oggi e domenica 20), con la sua bibliografia, che riportiamo qui brevemente, e soprattutto con le sue parole.

Anna ha scritto due romanzi:

Lowelly il Mago (Betelgeuse, 2013)
Il Pirata e il Condottiero (Corbaccio, 2008; Liberodiscrivere, 2013 )

e molte poesie:

Milonghe del Nord (Gammarò, 2015)
La vita trasparente (e-book Amazon, 2014)
Parole per un addio (e-book Amazon, 2014)
L’Amore imperfettibile (Gammarò ed. 2010)
Il rumore del tuono (Manni, 2002)

Come per molti, la mia storia con la scrittura parte da lontano: a cinque anni ho imparato a scrivere ed è precisamente allora che è cominciata la mia avventura. Non saprei dire qual è la misteriosa ragione che spinge una bambina a prendere carta e penna e comporre una poesia. Oggi, a distanza di tanti anni, sono certa che poeti si nasce. Poi si può decidere se coltivare o meno i propri talenti, si può essere distratti da milioni di cose nella vita ma considero la scrittura una sorta di “comando interiore”. Devi farlo e quando lo hai fatto provi una sensazione di benessere perché era qualcosa di necessario e ti sei finalmente messa in pace con te stessa.

Tuttavia sarebbe sbagliato credere che scrivere sia un’attività non faticosa. In un’intervista, il grande Murakami ha detto che “molti pensano alla scrittura come a un lavoro rilassante perché si può fare tranquillamente seduti a un tavolo, sorseggiando caffè”. Ma per scrivere bisogna avere il coraggio di scendere dentro se stessi, permettere alle emozioni di risalire dalle profondità ed essere capaci di tradurle in parole che tocchino anche il mondo emozionale dei lettori, altrimenti è una pura esternazione del proprio sentire. Non è una cosa da niente, comporta sempre fatica e molto spesso anche una certa sofferenza.

Anche se la poesia rimane il mio grande amore, a un certo punto della vita mi sono resa conto che c’erano delle storie che volevo raccontare e mi sono iscritta al corso di scrittura di Raul Montanari. Incontrare un Maestro è stata un’esperienza determinante nella mia vita letteraria, non solo perché Montanari è un insegnante indimenticabile, ma anche per l’atmosfera dei suoi corsi, di straordinaria passione per la scrittura e la lettura. È stato così che sono arrivata ai romanzi, ma ci ho lavorato parecchio perché per scrivere centinaia di pagine ci vuole sì talento, sì immaginazione, ma anche lavoro e, diciamolo, umiltà: il coraggio di scrivere e riscrivere finché, noi stessi, non troviamo che quella pagina e quella storia ci emozionano davvero.

Forse mi sono dilungata un po’ troppo e chiedo scusa. In pochissime parole, scrivere è parte integrante della mia vita. Non potrei farne a meno perché, come si suol dire, se uno nasce rotondo non può morire quadrato.

Scrivere è… la parola agli autori #7
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