A noi di Panesi Edizioni non piace chiuderci nel nostro guscio senza avere contatti con l’esterno. A noi piace condividere e, come si direbbe in ambito social, fare rete. Ci piace scambiare opinioni e consigli con le altre case editrici e con i blog. Ai nostri eventi ci piace ospitare autori “nostri” e non. Perché, come dice il motto del nostro evento, “la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso tra tutti, anziché diminuire diventa più grande” (Hans-Georg Gadamer).

È in questo spirito che vi presentiamo uno degli autori “off” che sarà ospite sabato 19 settembre alle 16 a Sestri Levante (Ge) per parlare del mestiere di scrivere: Alessio Del Debbio, classe 1981, scrittore infaticabile e dalle mille risorse. Ha vinto il nostro primo concorso Primavera di Racconti con la sua opera La donna di fuoco, ma ancora prima ci aveva affascinato con il suo romanzo Oltre le nuvole – Storie di amici pubblicato con Sovera Edizioni. Anche a lui, naturalmente, abbiamo chiesto cosa rappresenti la scrittura per la sua vita, e lui ha risposto così:

La scrittura per me è un viaggio e il bello dei viaggi è che puoi scegliere, ogni volta, dove andare, quanto stare e con chi. Sempre diversi, sempre con qualcosa da offrire, sempre una scoperta, i libri sono un pò come i viaggi. E sono dei viaggi in mondi fantastici, fuori dalla banalità e dai problemi quotidiani, che permettono di tirare il fiato, di sorridere, di apprendere cose nuove, di rilassarsi, di vivere avventure che nella vita di ogni giorno non vivremmo mai. Scrivere, da questo punto di vista, è un pò come leggere un libro. Ogni volta un’avventura. Può capitare, una sera, di viaggiare con Sal e Dean per le strade d’America, di accompagnare Frodo nel suo viaggio verso Monte Fato o di visitare Camelot, Westeros o Avalon, assetati di conoscenza, bisognosi di compagnia e anche pronti a offrire la nostra. Credo che, da questo punto di vista, sia il viaggio più libero che compiamo, senza restrizioni, e questo vale sia per i libri che leggiamo che, a maggior ragione, per quelli che ci divertiamo a scrivere. Perché, sì, scrivere è un divertimento, una passione, una necessità, e quindi anche un viaggio dentro noi stessi che, a volte, ci permette di imparare qualcosa di più e, chissà, di offrirlo al lettore.

Spesso mi capita di leggere discussioni sul perché una persona scrive o, per meglio dire, per chi. Qualcuno dice che si scrive per se stessi, altri che si scrive per gli altri, per essere letti. Secondo me, la verità sta nel mezzo. Di fatto, prima di tutto, io scrivo per me, perché mi va, perché mi piace, mi diverte, mi appassiona, mi intriga mettermi alla prova, ogni volta, con personaggi e ambientazioni nuove, e quindi anche nuove scoperte, poi, ovviamente, subentra il piacere di essere letti, il che è anche normale, alla luce del tempo speso a lavorare su un libro. Il piacere (e anche la paura) di condividere il nostro lavoro, le nostre storie, le nostre emozioni, con qualcun’altro. In fondo, viviamo nell’epoca più tecnologica della storia, in cui con un click possiamo essere in contatto con una persona dall’altra parte del mondo, ma siamo anche, secondo me, nell’epoca in cui il contatto umano è maggiormente in pericolo e quindi, per quanti mezzi la tecnologia ci metta a disposizione per comunicare, spesso non riusciamo realmente a farlo, a “comunicare” tra noi. Chissà che un buon libro non riesca ad aiutarci in questo!

Estratto dal diario di Francesca in Oltre le nuvole – Storie di amici:

Adoro scrivere. Nient’altro al mondo mi dà le stesse emozioni. Ho iniziato a scrivere a dodici anni e non ho più smesso. Perché scrivere è vivere, scrivere è la mia vita. Scrivere significa condividere un’esperienza con qualcuno che un giorno leggerà ciò che scriviamo adesso e magari ne troverà giovamento e qualche insegnamento. Scrivere significa raccontare qualcosa di personale, qualcosa di puro, che appartiene a me soltanto e che io metto a nudo, offrendolo al mio lettore. Una parte nascosta nei meandri del cuore, che solo la penna e il bianco foglio riescono a tirare fuori, riescono a far parlare, trasformandola in poesia. Quando un giorno qualcuno, di mente aperta e di cuore libero, rileggerà queste mie pagine, forse le troverà piene di errori, di periodi sbagliati e costruzioni distorte, ma anche piene di vita e amore, sentimenti immortali di un’anima ansiosa, di una persona semplice, di gente comune. Ma la scrittura serve a questo, a tirar fuori il vero io che risiede dentro di noi, e che spesso nascondiamo agli altri, rendendoci poeti del cuore, persone piene di emozioni, ansiose di condividere le loro esperienze, persone capaci di rendere vivi i sentimenti, su un arido foglio di carta, vincendo la bianca agonia che continuamente ci attanaglia.

Scrivere è… la parola agli autori #5
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