Scrivere è passione, bellezza, armonia ed emozione. Ma è anche tormento, fatica e consapevolezza. Guardarsi dentro con la stessa obiettività che solo uno specchio impietoso può rendere, accettandone ogni conseguenza. Oggi a scriverci è Mauro Corticelli, autore di Nescafé Frappé

Quando mi è stato chiesto di scrivere cosa sia per me la scrittura, stavo per commettere lo stesso errore che commetto troppo spesso nella vita di tutti i giorni. Mi sono detto: “I lettori e gli amici della Panesi Edizioni vorranno sapere che Mauro Corticelli ha un rapporto lungo e poetico con la scrittura, che ho sempre sognato di diventare uno scrittore, che ho il cassetto pieno di manoscritti, cose del genere”.

Così farei la solita parte da bravo ragazzo che da sempre mi accompagna, non rovinerei l’immagine pulita e un po’ secchiona senza la quale, da sempre, ho avuto paura che le persone non mi accettassero. Chiedendomi cosa penserebbe la gente di me, se mi leggesse dentro, se vedesse i miei tatuaggi nascosti, se conoscesse i pensieri oscuri che la mia mente è in grado di sviluppare, se n’è andata metà della mia vita, forse di più.

Bene, ho deciso che a voi dirò la verità. La scrittura per me è una grande fatica, a volte insulto me stesso e mi chiedo perché abbia iniziato questo percorso sette anni fa, per caso, sull’isola di Cefalonia, un percorso che mi toglie energie, tempo, soprattutto mi obbliga a guardarmi dentro, confessare a me stesso che quel bravo ragazzo in cui anch’io ho finito per credere, in realtà è una controfigura che uso per rendere meno pericolosa la vita. Perché scrivere per me è soprattutto questo, leggere Mauro Corticelli, confrontarmi con lui, con i suoi tanti difetti, le sue voglie, le sue frustrazioni, le occasioni perse, gli appuntamenti mancati e peggio di tutte, soddisfare il mio ego, perché mi illudo di riempire i miei vuoti facendomi chiamare scrittore, godendo nel vedere il mio nome su una copertina, o trovando il mio romanzo sullo scaffale di una libreria.

Ora, scusandomi se vi ho delusi, posso assicurarvi che, almeno a voi, ho detto la verità, e questo mi fa sentire bene o, almeno, meglio.

Scrivere è… la parola agli autori #4
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