Qualche giorno fa è stata pubblicata sul blog  letterario Pretty in Prink un’intervista a Panesi Edizioni. Ecco di cosa abbiamo parlato!

 
Innanzitutto, ci piacerebbe conoscere Lei. Chi è, che ruolo ha all’interno della Casa Editrice? Quale genere di libro preferisce leggere?
Io sono Annalisa e Panesi Edizioni porta il mio nome. Qui faccio di tutto e di più: lettrice, correttore di bozze, editor, grafica, creo gli e-book e i cartacei, promuovo, organizzo eventi… e faccio tanto caffè! In questo periodo mi appassionano molto i gialli contemporanei, ma, come Picasso, ho avuto anche io i miei periodi colorati: rosa dei romance, blu della narrativa contemporanea, e pure uno nero dei thriller.
 
Quando è stata fondata la Vostra Casa Editrice? Da dove avete preso l’ispirazione per il nome?
Siamo “nati” nel 2014, e il nome deriva dal mio cognome, semplicemente.
 
Quante persone lavorano in una casa editrice? Nei film, serie tv e pure i libri, non viene quasi mai utilizzata una casa editrice come luogo di lavoro, per cui siamo curiose: la redazione è al pari dell’immaginazione collettiva, cioè tanti uffici con persone che non fanno altro che leggere?
Magari! Giusto in un film potrebbe essere così… in realtà io lavoro nel mio studio (rubato momentaneamente alla cameretta di mio figlio) e i miei collaboratori a casa loro. Pro e contro di lavorare nell’era digitale.
 
Quali sono le figure professionali che non possono mancare in una casa editrice?
Sicuramente un editor e un grafico, il primo per rendere “leggibile” il testo, il secondo per renderlo “appetibile” attraverso la copertina.
 
Da autrici self, sappiamo quanto sia veramente difficile farsi notare nel mondo dell’editoria. Quali spese dovete affrontare per rimanere in prima linea, farvi notare in questo mondo?
Se un’azienda vuole farsi conoscere deve investire in pubblicità, che sia promuoversi su Facebook, piuttosto che creare campagne su riviste e siti di settore.
 
Quali sono i vostri criteri per la selezione di un manoscritto? Siete aperti a ogni genere? Prendete in considerazione un manoscritto inedito o anche opere già pubblicate in self? Vi affidate anche ai social, per esempio Wattpad?
Innanzitutto deve piacerci, nel senso più semplice del termine: arrivati in fondo dobbiamo essere felici di averlo letto. Sia perché ci ha lasciato qualcosa, sia perché ci ha fatto sorridere e trascorrere qualche ora in un’altra dimensione. Questo è il “bello” che cerchiamo. Ovvio che deve anche essere scritto il più correttamente possibile, altrimenti si rischia che la “bellezza” si perda tra gli strafalcioni grammaticali… Dal nuovo anno non accettiamo più poesia, letteratura per l’infanzia e fantascienza. Scelte di mercato. Sui testi già pubblicati dipende: se un libro ha già ottenuto grande successo da solo, è difficile portarlo alla ribalta una seconda volta, a meno che non sia il primo di una serie e che quindi non si decida di pubblicarli tutti. Noi siamo molto attivi sui social, per cui è già successo di conoscere i futuri autori attraverso la rete. Non Wattpad in particolare, anche se è pieno di ottimi aspiranti scrittori.
 
Essendo uno staff tutto al femminile, vogliamo fare qualche domanda scomoda, da vere impiccione. C’è un libro, tra quelli pubblicati da altre case editrici, che vorrebbe aver avuto il piacere di fare vostro?
A volte capita di arrivare tardi ad un autore, perché ha già accettato la proposta editoriale di un’altra casa editrice. Mi è capitato una volta, l’anno scorso o due anni fa, non ricordo esattamente. Tenevo molto a quel testo perché ambientato nella mia Liguria e scritto molto bene. C’era davvero poco lavoro da fare. Sono arrivata tardi. Ho dato comunque un paio di consigli alla scrittrice e le ho augurato tanta fortuna, perché davvero meritava.
 
Qual è l’obiettivo che vi prefissate? Dove volete arrivare?
Fin da quando abbiamo iniziato questo lavoro, il nostro obiettivo è stato quello di dare voce agli scrittori emergenti, puntando in particolare sui giovani e sui liguri: se entrambi, ancora meglio! In qualche modo penso che ci stiamo riuscendo.
 
Il desiderio di ogni autore è quello di vedere le proprie opere in libreria. Cosa fate voi per aiutare a realizzare questo sogno? Avete convenzioni con alcune catene, vi affidate al commercio elettronico?
Abbiamo fatto una scelta, economica inizialmente, ma azzeccata con il passare del tempo: la nostra attività si basa principalmente sul digitale, quindi sugli e-book. Il lavoro che c’è dietro ad una pubblicazione digitale è lo stesso che sta dietro ad un cartaceo, cambia solo l’output finale. Ma molto diverso è il costo di distribuzione, che purtroppo, al giorno d’oggi, è insostenibile per una piccola casa editrice come la nostra che non chiede contributo economico agli autori. Stampiamo poche copie cartacee dei titoli e solo se siamo sicuri di riuscire a “piazzarle”, passatemi il termine. Li portiamo personalmente in un paio di librerie della nostra zona e si possono richiedere anche attraverso il nostro sito internet. Imbustiamo e spediamo!
 
Quali sono i sogni nel cassetto di un editore? Se incontrasse il genio della lampada, quale desiderio esaudirebbe per primo?
Poter vivere di questo, e per tanto tempo ancora! Spesso mi viene chiesto perché i nostri libri non sono in tutte le librerie d’Italia. In realtà non è questo che cerco. Non ha senso per me sapere che uno dei nostri titoli è nel mucchio dei libri in uno scaffale semi-nascosto di una libreria di Roma. Io faccio questo lavoro per passione, in primis, e per far conoscere ottimi scrittori e testi meravigliosi al pubblico, e lo faccio utilizzando il canale che, a mio parere, è il migliore in questo momento: internet.
 
Perché un aspirante autore dovrebbe scegliere la Vostra Casa Editrice, a discapito delle altre?
Perché trattiamo la sua opera come fossa nostra, ce ne prendiamo cura e non la consideriamo solo una fonte di guadagno. Panesi Edizioni non è un’azienda, è un gruppo di amici che si sta allargando sempre più, è un piccolo nucleo famigliare che dà tante soddisfazioni a chi lo ha creato e a chi ne entra a far parte.
 
Come reagite davanti alle recensioni negative fatte a un vostro libro? E soprattutto… che pensate delle recensioni fasulle lasciate solo per affossare un determinato libro, indipendentemente da come sia scritto? Purtroppo è una piaga sociale al giorno d’oggi.
Per fortuna al mondo non tutti la pensano allo stesso modo, c’è ancora libertà di pensiero e quindi di critica. Ovvio che per noi ogni opera sia eccellente, altrimenti non la pubblicheremmo! Ma è anche giusto che arrivino critiche negative, se costruttive e motivate… Delle persone che lasciano recensioni fasulle ho, sinceramente, poca stima: bisogna capire che il settore dell’Editoria in Italia non è un settore facile in cui vivere e lavorare. L’unico modo per cambiare le cose è collaborare e farsi forza l’uno con l’altro. Non certo affossando il vicino solo perché ha più vendite di te. Rispetto e umiltà sono due buoni alleati!
 
Per questa domanda, ci piacerebbe che lasciasse la diplomazia in un cassetto. Quale libro, tra quelli pubblicati fino ad oggi, Le ha dato le maggiori soddisfazioni? Quel libro che ogni lettore dovrebbe leggere assolutamente.
Un titolo di cui sono molto fiera è “Il triangolo di Rembrandt” di Giacinta Caruso, un giallo storico ambientato nella Amsterdam del grande pittore. È uno dei nostri evergreen, se così vogliamo chiamarlo (e poi io adoro i libri di Giacinta, ne abbiamo a catalogo altri tre oltre a questo… sarò di parte?)
 
Quale libro, invece, ha raccolto troppo poco?
Vorrei riuscire a dare più slancio al nostro primo fantasy “La Saga di Wise. La porta tra i mondi” di Artemisia Birch, perché è davvero bello ed emozionante.
 
Ci può anticipare qualche prossima uscita? Un’esclusiva solo per il Pretty in Pink?
I prossimi mesi saranno davvero ricchi di pubblicazioni, ma in particolare daremo vita ad un progetto ideato dalla Bottega dei Traduttori di Annarita Tranfici, un gruppo di giovani e bravissime traduttrici italiane con le quali pubblicheremo, da maggio ad ottobre, una serie di racconti della Alcott mai tradotti in Italia.
 
Cosa consiglierebbe a un aspirante autore?
Leggi, leggi tanto, leggi di tutto. Sii umile nel tuo lavoro di scrittore ma confida sempre nel tuo sogno!
 
L’intervista è finita, non sappiamo davvero come ringraziarLa per il tempo che ci ha dedicato. Auguriamo il meglio a Lei e alla Sua Casa Editrice! 
Grazie mille a voi, davvero!
 
(Intervista tratta dal blog Pretty in Prnik)
Quattro chiacchiere con noi!
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