Riportiamo la bellissima recensione firmata da Paola Pica per SHAKIRA – UNO SGUARDO DAL CUORE di Bonifacio Vincenzi.

“L’opera letteraria che mi accingo a commentare mi ha immediatamente incuriosito, a causa del suo titolo.  Infatti, se il nome Shakira non poteva non richiamare alla mente un personaggio internazionalmente noto, il sottotitolo “Uno Sguardo dal Cuore” mi intrigava un bel po’.  Dal cuore di chi?, mi ero immediatamente chiesta: da quello di Shakira stessa; il che avrebbe forse significato un approfondimento introspettivo dei temi delle sue canzoni. Oppure, continuavo a chiedermi, uno sguardo proveniente dal cuore di Bonifacio Vincenzi, autore del libro in questione? E perché dal cuore? Perché sicuramente innamorato della voce… visto che Shakira canta; ma (e lo avrei scoperto leggendo) anche, e forse di più, dei suoi stessi testi e dello spaccato di vita che li aveva prodotti.  Ed è stata questa seconda opzione a rivelarsi vincente.

Sono abbastanza fuori dal mondo della musica pop del momento; ma, essendomi imbattuta in un libro su Shakira, ho voluto mettere da parte ogni mia prevenzione e pormi davanti al grande bagaglio di emozioni che dovevano essere state provate da B.V. nei confronti del personaggio Shakira. Perché lei è veramente il Personaggio, la Protagonista di quest’opera, che indaga su tutta la vita di una cantante, che a tutti noi sembrava, un bel giorno, essere uscita dal nulla. Ho compiuto, quindi, lo stesso sforzo di umiltà che mi sono imposta molto di recente, quando è morto Giorgio Faletti, che io avevo creduto essere quasi solamente il simpaticissimo comico noto a tutti noi (al punto che solo adesso sto leggendo i suoi libri) e che invece, ascoltando i suoi ultimi due CD, corredati dal suo ultimo libro, ho scoperto essere un poeta. Mi sono quindi immersa nel libro di B.V., con i suoi molteplici riferimenti letterari, sapientemente mescolati e che spaziano da personalità letterarie classiche, come Shakespeare e Kafka, ad una recentissima ed a noi contemporanea, come Paulo Coelho. Citando Shakira e ponendola, ogni volta, su un piano parallelo a quello dei loro testi, B.V. riesce ad intrigare tutti noi, lettori più o meno colti, più o meno in cerca di un libro serio o di uno di completo relax da leggere. La Shakira che conosciamo e alla quale non abbiamo mai attribuito un passato (come sempre accade con le personalità dello spettacolo che improvvisamente si impongono ), ci viene presentata in tutte le sue fasi di sviluppo anagrafico ed esistenziale: addirittura fin da quando era ancora un amatissimo feto, conosciuto solo ai suoi genitori, che già sognavano di portarla, bambina, a conoscere il mare. Ed incontriamo poi proprio quella bambina, convinta di voler diventare una scienziata… e, poco più tardi, adolescente innamorata della scrittura di poesie e testi di canzoni… per arrivare, a soli quattordici anni, ad incidere il suo primo disco. Una carriera ecletticamente artistica ed in ascesa fin dall’inizio, si direbbe, e che non esclude neppure il fallimento momentaneo… perché tale si rivelerà la sua partecipazione ad una telenovela colombiana, quando di anni ne avrà diciassette.

La Shakira guardata dal cuore di B.V. è anche questo: una persona giovane, che, abusando del proprio entusiasmo, può commettere degli errori, ma che sa trarne la lezione di vita, l’occasione di ammettere i propri limiti, come forza per andare avanti e non per desistere. Shakira è determinata ad imporsi. E proprio a questo punto della sua narrazione della giovane vita, B.V. cita e riassume un racconto di Kafka sulla determinazione, che sempre ha la meglio sulla paura e sui limiti di chi, con essa, può trasformare questi in una forza vincente. Ma determinazione non significa solo forza di volontà a farcela. Determinazione è anche sinonimo di lucidità: per rimanere “placidamente vigile, – lei – coglie l’attimo ogni volta che viene avvolta dall’aura di queste coincidenze. Energie incarnate, corali, corrono in soccorso del suo sogno”.   E come non pensare, a tale proposito, a Paulo Coelho e a tutto il suo bagaglio ideologico, a volte un po’ troppo “new age”, ma certamente suggestivo e veritiero?

Quest’opera di B.V. va avanti, con il suo racconto fatto anche di sogni, di fortuna da afferrare al volo, di capacità di giudizio lucido e, soprattutto, di talento. Talento che si è coniugato perfino con il mondo del calcio, in cui tutti serbano vivo il ricordo degli inni cantati da Shakira, in occasione dei due campionati, in Germania e in Sud Africa. E tutto questo, mentre lei viveva anche le sue fasi naturali di vita, al pari di qualsiasi donna; come quella della  maternità, alla quale non ha voluto rinunciare a favore del successo.

Mi piace sottolineare e fare un po’ anche mia la riflessione a cui giunge l’Autore nel concludere questo suo libro, sicuramente molto amato da lui durante la stesura; e cioè che, mentre lo spettacolo (e così la vita) è sempre continuato per Shakira, l’opera ha trovato la sua fine naturale, nel momento in cui lo sguardo dal suo cuore ha capito di avere visto e di essersi saziato di tutto.”

Paola Pica recensisce “Shakira – Uno sguardo dal cuore”
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