Esce oggi in tutte le librerie online Milano noir. Le indagini dell’ispettore Battiston (Vol. I – Mai far arrabbiare una donna ferita) di Francesco Fontana

Siamo nella Milano degli anni ‘70, nel suo centro, nelle sue periferie. Sullo sfondo di una metropoli fascinosamente grigia, si dipanano tra nebbie, smog, brina e ombre lunghe queste prime inchieste di Stefano Battiston, un poliziotto serio, molto “italiano” e per nulla “americano”; e cresce il sentimento che lo unisce, in un trio di ferro, alla sua compagna Samuela, timida ma dotata di un karate micidiale, e al suo amico Antonio Vìcari, gentiluomo siculo che, dopo una vita di lavoro fianco a fianco, gli dà ancora del “voi”.

Chi è Francesco Fontana? Uomo e scrittore.

Sono nato a Mestre, amo di Venezia, vivo con moglie e figlia tra Caorle e Torre di Mosto, nel sandonatese. Appena posso scappo nella mia “seconda patria”, ovvero il Tirolo. Laureato a Ca’ Foscari, vorrei interessarmi di politica, ma ormai qua in Italia credo sia diventato impossibile; in ogni caso mi considero un liberale progressista, quindi… non posso dirmi vicino a nessuno di chi ci governa e di chi fa opposizione. Ho la fortuna–sfortuna di essere interista. Ho un grossissimo dubbio che attanaglia da sempre la mia coscienza: amo di più leggere o scrivere?

Quali sono le tue passioni e i tuoi hobby al di fuori della scrittura?

La mia passione principale e, oserei dire, “storica” è la meteorologia. Mi affascina il tempo sin da quando avevo 4 anni, e mi sono laureato con una tesi sulla storia del clima veneziano. Ho creato un Gruppo meteo su Facebook. Ma mi interesso moltissimo anche di storia contemporanea, di astronomia e di fisica, in particolare del rapporto tra la filosofia e la fisica relativistica e quantistica. Riguardo la letteratura, leggo un po’ tutto, almeno riguardo la narrativa contemporanea, ma privilegio gli scrittori mitteleuropei, tanto che il trittico Kafka – Boll – Grass è per me inarrivabile!

Cos’è per te la scrittura?

Per me scrivere significa esprimermi. Non credo serva aggiungere altro!

 

 

Come nascono questi racconti?

Questi racconti nascono per merito (o per colpa, questo lo dovrà dire il lettore) di quello che per me è il più grande giallista italiano (e non solo) di tutti i tempi: Giorgio Scerbanenco. Lo amo in maniera viscerale, ho letto tutto ciò che ha scritto. Mi ha fatto capire come il “giallo” o il “noir” siano un terreno ideale per la descrizione psicologica, ambientale, addirittura storico–politica. E mi ha fatto apprezzare e “divorare” moltissimi altri autori italiani e stranieri di gialli e noir tra i quali voglio solo ricordare Edgar Allan Poe, Georges Simenon, Hans Tuzzi, Paolo Maurensig, l’immenso Piero Chiara, Antonio Invernici, Friedrich Glauser, Paolo Roversi, lo stratosferico James Ellroy, la delicatissima Charlotte Link, e tanti altri che meriterebbero la medesima attenzione! La voglia, quindi, di cimentarmi in questo magnifico anfratto della narrativa contemporanea mi ha spinto a “provarci”; sì, volevo provarci pure io e un mio precedente editore, che non è più tra noi ma è sempre nei miei pensieri e nel mio cuore, mi ha dato la spinta giusta. E mi ha fatto conoscere la straordinaria Annalisa. Ecco spiegata la genesi di questo volume.

Battiston e la Began. Chi sono e cosa rappresentano?

Battiston e Began, due poliziotti veneti, trapiantati a Milano negli anni ’70: così per me c’è tutto! C’è la mia terra natale, c’è il periodo storicamente più straordinario che mi sia stato concesso di vivere e c’è la città che più amo. Sono due poliziotti molto italiani e poco “americani”, non effettuano inseguimenti all’impazzata, non vengono coinvolti in sparatorie tra la folla, usano soprattutto la testa e il cuore per risolvere i casi in cui si imbattono, o meglio, in cui Milano fa sì che si imbattano. Sì, perché la vera protagonista di questi racconti è la città di Milano. A essere sinceri, Samuela Began un po’ di “America” che scorre nelle sue vene ce l’ha, infatti è campionessa di arti marziali, ma il suo karate viene usato proprio quando serve, non è ostentato, non diventa mai spettacolo: è, si potrebbe quasi dire, chirurgico e mirato alle situazioni contingenti. Solo in un racconto diventa quasi brutale, teso non alla difesa ma all’attacco, anzi, alla distruzione dell’avversario. E ciò avviene a causa dell’auspicio che io ho voluto facesse da sottotitolo alla raccolta, ovvero: “Mai far arrabbiare una donna ferita”. In modo che un domani possano non esserci davvero più “donne ferite”.

Perché Milano?

Milano ti accoglie, ti avvolge, ti coccola, anche con le criticità che ci sono e che ci devono essere. Milano ti fa sentire sempre a casa, le sue nebbie ti abbracciano, la sua neve ti bacia, la sua brina ti incanta, i suoi viali ti affascinano, il suo fohen ti purifica, la sua frenesia ti fa vivere, la sua cultura ti nutre.

Quali temi affronti in questa raccolta?

Il tema portante della raccolta è l’impegno contro la violenza sulle donne. Samuela è un baluardo di questa battaglia. Ma solo un paio di racconti parlano esplicitamente di tale argomento. Gli altri spaziano, anche con una certa leggerezza, tra le corna e il calcio a San Siro, tra la gelosia e addirittura un’incursione nella fantastica Sicilia, abbagliata dal sole e violentata dal vento! Sicilia che è terra dell’altro componente della squadra investigativa, il vecchio gentiluomo Antonio Vìcari.

Hai voluto lasciare un messaggio ai tuoi lettori?

Il messaggio è che se metti assieme una città, un periodo storico terribile e fecondo, e l’eclettismo dell’animo umano, bè… c’è da divertirsi!

Progetti futuri?

Progetti futuri? Certo, intanto uno è sicuro: il volume II delle indagini di Battiston! Volume che non è un sequel e può essere benissimo letto anche per conto proprio. Meglio comunque… leggerli tutti e due!!!

Sette racconti che ci portano per le strade di una Milano ricca di atmosfere diverse. Una scrittura fluida che ci conduce dritti al fulcro delle indagini. Due protagonisti a cui vi appassionerete fin dalle prime pagine.

Da oggi in ebook e presto anche in edizione cartacea!

 

I misteri noir di Francesco Fontana: una Milano tinta di giallo
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