È uscito ieri Un fiore nell’asfalto, “romanzo lungo ma non troppo” di Marco Salvario, scrittore torinese noto ai nostri lettori per aver vinto il concorso Oltre i Media. Raccontalo con un film o una canzone.

Nella piccola piazza di Santa Rita sorge un’edicola. Al suo interno trascorre le sue giornate e la sua vita Antonella, una giovane ragazza che non ha potuto far altro che rilevare l’attività del padre dopo la sua improvvisa morte. Un fratello più piccolo a cui dedicarsi e per cui sacrificarsi, un lavoro che non è quello sognato, un futuro più incerto che mai. A movimentare le giornate di Antonella ci pensa il Vichingo, titolare del bar di fronte e sempre in conflitto con l’edicolante. Per fortuna, può sfogarsi la sera, durante le prove dell’ennesima opera di Molière messa in scena insieme alla Compagnia del Professore. Può un evento negativo essere slancio per una nuova vita? Ci si può rialzare dopo aver perso tutto per l’ennesima volta? Per Antonella, sì…

Conosciamo meglio Marco!

Chi è Marco Salvario scrittore?

Molte persone per cambiare ritmo alle proprie giornate, per sfuggire alla monotonia del lavoro, per provare emozioni nuove, hanno bisogno di partire per lunghi viaggi, di sfogarsi in palestra o scalando montagne, di scatenarsi in discoteca, di imbottirsi d’alcool o droghe, di dimostrarsi grandi amatori o di valorizzare le proprie conoscenze in qualche campo particolare studiando, ricercando e sperimentando. Dai tempi del liceo il mio sfogo, il mio cambiare aria, è stato prendere prima carta e penna, poi tastiera e monitor, e scrivere. A lungo ho scritto solo per me stesso, nascondendo quanto scrivevo nei miei cassetti e dimenticandomene. Dopo molto tempo, ritrovando quanto avevo scritto per caso e dopo aver mandato al macero decine di quaderni, ho riletto qualcosa e ho scoperto con sincera sorpresa che quanto leggevo non era poi così male. A quel punto il danno era fatto e ho cominciato a scrivere anche per gli altri, qualche volta con fortuna. Tante parole per rispondere alla domanda iniziale: Salvario è uno che scrive per fuggire alla propria vita.

Che generi ama trattare?

Proprio perché per me scrivere è uno sfogo, il genere horror è stato quello con cui ho cominciato a farmi conoscere, anche se mi sono fermato a brevi racconti senza pretese. I miei personaggi erano piccole streghe, vampiri e vampire, qualche morto vivente e anche una mummia. Ho coltivato l’horror a lungo e dopo troppi anni mi sono reso conto che non era la mia strada. Col tempo ho cominciato a dedicarmi al genere narrativo, a seguire i miei personaggi nelle loro lotte quotidiane, a creare loro speranze e delusioni, a farli inciampare e a rialzarli, a farli correre e farli inciampare. Non dico che sono diventato amico dei miei personaggi, però sicuramente io e loro siamo diventati compagni di strada e spesso sono stati loro a costringermi a cambiare le storie che volevo scrivere. A questo punto devo dire chi è il mio scrittore preferito: Piero Chiara.

Un fiore nell’asfalto è nato per la prima edizione del concorso Lugale’-Panesi, il cui tema era “Un’edicolante a sorpresa”. È stato difficile vestire i panni di una protagonista femminile?

Credo di avere scritto tanti racconti con protagonisti maschili quanti con protagonisti femminili. Con un po’ di sadismo devo riconoscere che, per me, mettere nei pasticci una protagonista femminile è più divertente. Penso alla scena in cui Antonella indossa il costume da diavoletto molto aderente e che le irrita la pelle. La stessa scena con protagonista un Antonello uomo non l’avrei mai scritta! Devo riconoscere che la rilettura del testo da parte di una donna in questo caso è necessaria per aprirmi gli occhi su quegli aspetti che la mia sensibilità maschile non riesce a cogliere e su cui stono: e qui il riferimento è alla scena di Antonella a cui avevo fatto riutilizzare per parsimonia gli abiti della prima moglie di Achille.

Quali sono le caratteristiche che ci faranno amare Antonella?

Amarla? Non so se sia un personaggio nato per essere amato. Vorrei che il lettore si appassionasse alla sua storia in bilico tra una passività a volte debole e colpevole, che la fa rinunciare a laurearsi e la costringe a chiudersi nel piccolo spazio della sua edicola, e al tempo stesso un’ostinazione e una determinazione a non arrendersi, che la spinge a realizzare i suoi centrini all’uncinetto e a recitare. È un personaggio che a volte può irritare e che anche a me ogni tanto ha dato fastidio: mi fosse stata simpatica, non le avrei bruciato l’edicola!

Sta lavorando ad un nuovo testo?

Uno dei miei tanti difetti è di cominciare troppe cose e chiuderne poche. Sovente sono lento e distratto. Adesso sto terminando un articolo sulla manifestazione d’arte Paratissima, una consuetudine che ormai ho da alcuni anni. Poi sto finendo una piccola antologia di miei racconti che si sono fatti onore nei tanti concorsi cui ho partecipato e un altro racconto lungo, o romanzo corto, che ha persino un titolo che mi piace: Il diavoletto di Cartesio. Direi che il diavoletto è quasi pronto, ma ovviamente mi sono distratto per finire prima Paratissima! Infine ci sono anche alcuni concorsi cui vorrei partecipare, ma qualche rinuncia dovrò farla per forza.

Se siete curiosi anche voi di conoscere Antonella e la sua storia, la trovate in e-book in tutti gli store online!

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Marco Salvario e il suo fiore nell’asfalto
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