Il cuore batte forte nel petto al pensiero che il mio secondo romanzo, intitolato Per mia figlia, stia per essere pubblicato. Land Grabbing avrà compagnia sugli scaffali etichettati con il mio nome. Le emozioni, la curiosità e i timori sono persino più intensi rispetto all’esordio. Mi aspetta un vero tuffo nell’ignoto, con un paracadute carico di speranze.

Per certi versi, il secondo approccio con il pubblico è infatti più difficile, poiché le aspettative da parte di chi ha apprezzato la prima opera sono più alte. I lettori e i critici sono giocoforza più esigenti. Molte le domande che sbocciano: piacerà ai lettori? Reggerà il confronto con il primo? C’è stata un’evoluzione nella qualità dello scritto?

Io me lo auguro e ci spero molto, perché di un aspetto potete essere certi: anche in questo romanzo ho messo tutto me stesso, il mio impegno e la mia esperienza. Al pari del primo, Per mia figlia contiene i sapori, le sfumature, le usanze, i profumi, le sensazioni e i suoni tipici dei luoghi in cui sono nato e cresciuto. Ho cercato così di dare vita a personaggi nuovi, ma pur sempre realistici e liberi, che con il loro vissuto, le emozioni, le scelte difficili e talvolta sbagliate, i difetti e le piccole manie, potessero arricchire una trama cruda, densa di suspense e azione, che attraverso parecchi colpi di scena vi condurrà verso uno sconvolgente finale.

Il romanzo ruota attorno alla figura di un padre e all’amore che può provare per la propria figlia, in grado di trasformarlo e spingerlo oltre limiti che lui stesso mai avrebbe creduto avvicinabili. Davanti a certi avvenimenti, però, tutto si riduce a due sole scelte: un’apatica convivenza con il dolore e il senso d’impotenza oppure un duro e rischioso riscatto, tale da stravolgere vita, valori e abitudini di una persona solo all’apparenza “comune”. In sottofondo, una domanda rivolta al pubblico: “E voi, come vi sareste comportati in quella medesima situazione?”. Meglio? Peggio? Allo stesso, identico modo? Sono convinto che ognuno saprà dare una personalissima risposta, ed è proprio questo il bello. In letteratura, ossia nel regno dell’immaginazione, della fantasia e degli esperimenti anche improbabili, non esistono i concetti di “giusto” o di “sbagliato” in senso assoluto.

Cari lettori, a voi dunque il compito di giudicare la mia seconda opera. Dal canto mio, spero possa piacervi e rimango volentieri a disposizione di chiunque abbia voglia di condividere con me pensieri, recensioni, critiche costruttive o complimenti. Il modulo di contatto è sempre reperibile sul mio sito: www.lucabortone.ch. Scrivetemi, e vi risponderò quanto prima.

In chiusura ne approfitto per ringraziare di cuore tutte le persone speciali (moglie, parenti, amici, casa editrice, editor, e lettori) che con il loro sostegno e lavoro hanno contribuito a rendere possibile questo magnifico traguardo, che mi colma di gioia e mi infonde ancor più energie da impiegare nella stesura dei prossimi romanzi (già in cantiere…). Senza di voi, nulla di questo sarebbe stato realizzabile.

Arrivederci alla prossima avventura e… buone letture a tutti!

Luca Bortone

Luca Bortone: un secondo tuffo nell’ignoto (ma carico di speranze…)
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