Esce oggi Il Cavaliere di Bronzo, il racconto fantasy per grandi e piccini di Lorenzo Ruggeri, giovane scrittore e sceneggiatore bergamasco. Una storia che dà fiducia ai giovani e allo stesso tempo sottolinea l’importanza dell’esperienza e della saggezza degli adulti.

Chi è Lorenzo Ruggeri?

Un sognatore a occhi aperti, un idealista e, purtroppo o per fortuna, un inguaribile ottimista, che vede nella fantasia un mezzo potentissimo, che può renderci tutti un po’ più felici.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Sembra brutto da dire, ma da una voce nella mia testa. Fin da piccolo la mia mente non ha mai smesso di creare storie, mondi, idee; amavo giocare da solo e immergermi in luoghi che nessuno oltre a me poteva vedere. Aggiungiamoci anche una buona dose di noia da realtà, e un desiderio in continua crescita di esplorazione di nuovi mondi. Con gli anni, lentamente, iniziai a scrivere sempre di più, guidato da una sola convinzione, un solo istinto: solo scrivendo, potevo rendere reali le storie che avevo dentro. E io volevo, e voglio tuttora, che queste storie lo siano. Ed è per questo, in fin dei conti, il motivo per cui io scrivo. 

Hai altri hobby?

Oltre alla scrittura, amo il calcio, ho giocato per quasi 23 anni e proprio quest’anno ho terminato il mio primo campionato come allenatore dilettantistico categoria esordienti (8-11 anni). Ovviamente sono anche un avido lettore e un appassionato, forse troppo, di film e serie tv. Dal Signore degli Anelli ad Alien, passando per ogni pellicola toccata dal mitico Quentin Tarantino.

Il Cavaliere di Bronzo è il tuo romanzo d’esordio, ma sei anche uno sceneggiatore. In che modo si influenzano questi due diversi stili di scrittura?

Un romanzo ti “obbliga” ad andare più a fondo nella descrizione di ogni cosa, dalla caratterizzazione dei personaggi alla descrizione dell’ambiente, non può essere troppo asciutto e tutto va ragionato con perizia prima di poter permettere al nostro protagonista di passare al clou; mentre una sceneggiatura ti dà la possibilità di pensare di più all’azione collegata direttamente con i dialoghi, di catapultarcisi dentro all’istante, rendendo l’intero processo più rapido. Il mio modo di scrivere ha preso spunto da questi due fattori, mischiandoli: i romanzi che scrivo puntano sulla velocità dell’azione e sulla semplicità di comprensione di ciò che sta accadendo, mentre le mie sceneggiature sono divenute più profonde di dettagli e sfumature, che prima non avrei mai notato.   

Come mai per il tuo esordio letterario hai scelto proprio un fantasy per ragazzi?

Perché era un mio sogno nel cassetto da moltissimo tempo. Creare un mondo, un mio mondo, popolarlo, dargli dei luoghi, delle leggende, delle città! Per poi condividerlo con gli altri, è qualcosa che ho sempre cercato di fare. Perché per ragazzi? Perché mi piace avere a che fare con loro, ho fatto l’animatore estivo, l’allenatore, (faccio) lo zio; amo il modo in cui si stupiscono, in cui leggono sognanti di mondi lontani. Sono genuini e, a modo loro, sinceri: un pubblico perfetto insomma.

Il Cavaliere di Bronzo, i suoi fratelli, tutti i personaggi sono esilaranti: ben caratterizzati, divertenti e ognuno con qualcosa da insegnare. Come sono nati?

A dare il via a tutto è stato il protagonista, il Cavaliere di Bronzo. Ho scelto la saggezza e l’ho studiata: come vede il mondo questa risorsa? Cosa ne trae? E poi ho condito il tutto con una dose massiccia di fantasy. Le personalità degli altri Cavalieri nascono, invece, dalla debolezza che li ha resi schiavi del male, poiché è quella stessa debolezza che li rende umani e quindi più vicini al lettore. Per quanto riguarda le armi e le armature la mia idea era ben precisa: ognuno di loro doveva essere riconoscibile. In questo modo i ragazzi sono in grado di riconoscere il proprio eroe all’istante, grazie al colore della corazza, o al tipo di arma che impugna. È come con i super eroi, dove quel dato simbolo, o vestito, veicola già un’idea ben precisa. Qui, nel mio piccolo, volevo fare lo stesso.

Le illustrazioni hanno un ruolo fondamentale, arricchiscono il racconto e ti accompagnano lungo tutto il viaggio. Come hai lavorato con l’illustratore?

Salvatore è stato gentilissimo e professionale. L’ho conosciuto grazie a un contatto in comune su Facebook e da lì è partito tutto. Gli ho spiegato la mia idea, cosa volevo realizzare e gli ho inviato sia il testo che alcune (moltissime) mail dove gli spiegavo le caratteristiche stilistiche di ogni personaggio e ambientazione, dopo di che gli ho dato carta bianca. Per ogni capitolo volevo l’illustrazione del momento più importante (tutte scelte da lui), nonché la copertina e la mappa del mondo di Aul. Lui ci ha messo molto del suo, poiché ero, e sono, convinto della necessità di un altro punto di vista, che mi aiutasse con le crescita della mia storia, soprattutto da un punto di vista visivo.

La storia del Cavaliere di Bronzo insegna che è importante credere nei giovani, perché loro sono il futuro, ma la guida di chi ha vissuto più di noi è fondamentale, perché grazie alla saggezza capiamo come imparare dai nostri errori. Come mai hai scelto di trasmettere proprio questo messaggio?

La verità sta nel mezzo, sempre. Io credo profondamente in questa frase, in questa visione delle cose; tutto funziona a dovere quando le persone si vengono incontro e si aiutano, smettendo di essere egoiste. Nessuno è il portatore della verità assoluta e quindi è solo attraverso la condivisione e l’aiuto reciproco che il bene comune può essere portato avanti. Questo discorso collima perfettamente con l’eterna faccenda del giovane e dell’anziano. Chi ruba il lavoro a chi? Chi è utile e chi no? Chi lo decide? Chi ha il diritto di innamorarsi? Chi è nel giusto? Chi è nel torto? Ho visto moltissime persone giovani trattare anziani come essere inutili, come bambini appena nati a cui tutto andava spiegato e senza l’utilizzo di alcun rispetto. Ho visto persone di una certa età non dare opportunità ai nipoti, o ai figli, o a degli sconosciuti, solo perché questi non sapevano quello che sapevano loro. Ecco, tutto questo mi dava fastidio e quindi ho creato questo romanzo con la precisa idea di dare un messaggio chiaro, ben preciso: siamo tutti dalla stessa parte, dobbiamo smetterla di vedere l’altro come un nostro antagonista, ma bensì iniziare a vederlo come una risorsa fondamentale da cui possiamo imparare qualcosa. Tutti noi siamo stati giovani e tutti noi invecchieremo, ricordiamocelo.

C’è qualche scrittore che ami particolarmente e da cui trai ispirazione?

Amo alla follia solo lui, il Re, Stephen King. Ho praticamente tutti i suoi libri e alcuni li ho anche riletti diverse volte. Da lui ho imparato una cosa: l’interconnessione. Così come quasi tutti i suoi libri sono connessi l’uno con l’altro, anche solo da piccoli particolari, così io vorrei creare il mio piccolo mondo, dove tutti i miei romanzi seguono la stessa via e vivono in mondi vicini, anche se separati.

Cosa ti aspetti dalla pubblicazione in digitale di questo libro?

Mi piacerebbe creare interesse, anche solo a un pubblico di nicchia. Mi piacerebbe sapere di aver trasmesso qualcosa e, incrociamo le dita, mi piacerebbe riuscire un giorno o l’altro a vederlo stampato, nelle mani di qualche ragazzino appena uscito da scuola.

Progetti futuri?

Al momento ho appena terminato la prima stesura del seguito del Cavaliere di Bronzo, dal titolo Il Cavaliere di Bronzo e l’Esercito di Pietra. Questo sarà il secondo di una quadrilogia (speriamo), mentre parallelamente ho intenzione di pubblicare e scrivere altri due romanzi distaccati da questo mondo, che vertono decisamente più sull’horror che sul fantasy. Mantenendo, però, come detto in precedenza, un sottile filo conduttore tra ognuno di essi.

Intervista a cura di Giulia Di Re

Lorenzo Ruggeri e il Cavaliere di Bronzo
Condividi...Share on Facebook50Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Share on Tumblr0Pin on Pinterest0Email this to someonePrint this page
Tag:                 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continua a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi