Anna Cascone torna a tradurre per noi un altro autore poco noto della letteratura inglese: Maurice Level (Parigi, 1875 – 1926), pseudonimo di Jean Mareteux Level.

Level, laureato in medicina e collaboratore in veste di giornalista per il prestigioso quotidiano «Le Figaro», si è specializzato nel genere macabro e fantastico, ha scritto diversi romanzi e novelle, alcune delle quali sono state adattate per il teatro del Grand Guignol e tradotte per il celebre pulp magazine statunitense Weird Tales. A dispetto della sua produzione letteraria, Level non era affatto un uomo morboso o pessimista; anzi, conduceva una vita semplice, era sportivo e patriottico. Suo padre era un ufficiale dell’esercito, la cui carriera militare portò la famiglia a vivere per un periodo di tempo ad Algeri. Maurice Level si laureò in medicina a Parigi e nel corso dei suoi studi acquisì la consapevolezza di quella sofferenza che contribuì a dare un tocco di umanità e veridicità ai suoi racconti.

 

Misconosciuto al pubblico italiano, caduto nell’oblio in patria e tradotto con successo in inglese a partire dagli anni Venti, Maurice Level è uno degli esponenti dimenticati della letteratura simbolista. Dopo aver sperimentato quasi tutti i generi letterari, si specializza nel conte d’épouvante, ponendosi come un vero innovatore del genere, facendolo assurgere a precursore della filmografia asiatica dell’orrore, nonché ad antesignano dei moderni generi thriller e slasher. Contrariamente ai suoi predecessori, i quali si servivano di case infestate e oscure presenze per suscitare la paura e l’angoscia, Level rifiuta i vecchi metodi e cerca di instillare l’orrore attraverso la fotografia, la medicina, i fatti di cronaca, inserendo le sue storie in ambientazioni più moderne quali uno scompartimento ferroviario (Il rapido delle 10:50), una corsia d’ospedale (Il bacio), una cella (Il sole, La cattiva guida, Il picchetto) o un’aula di tribunale (Il colpevole, Il confronto).

I topoi letterari che contraddistinguono Le porte dell’inferno, raccolta di 26 storie pubblicata per la prima volta nel 1910, sono ossessioni (Il fascino della tentazione, Lo scomparso, Uno scienziato, Il coltello, L’esattore, Sulla strada, Il maniaco), cecità (Il canto del gallo, Il miracolo, L’illusione), immagini di morte (Sotto la luce rossa, Il pozzo, Il mendicante, La casa vuota), predestinazione (Circostanze attenuanti, Occhi belli, Il padre), vendetta passionale (L’orologio, I corvi). In questa antologia, ogni racconto costituisce una tappa, un piccolo frammento, un indizio che conduce al racconto successivo, in un percorso alla scoperta delle nevrosi umane.

Alcuni dei racconti hanno inizio in medias res, espediente stilistico che fa entrare il lettore direttamente nel vivo della vicenda; altri vengono preceduti da un piccolo preambolo, volto a suscitare attesa e interesse nel lettore. Brevi e incisivi, il cui finale a sorpresa ricorda molto da vicino i racconti di Maupassant, essi sono caratterizzati da una ricca aggettivazione tipica della letteratura nera, e da frasi spezzate che contribuiscono a creare la suspense e un ritmo incalzante.

Erede dello scrittore simbolista Villiers de l’Isle d’Adam e considerato dalla critica degno successore di Edgar Allan Poe, di questo prolifico autore del conte cruel possiamo leggere in italiano il romanzo Il terrore, edito nel 2011 dalla Faligi nella traduzione di Francesca Ferragni. 

“Le porte dell’inferno”: ritornano le traduzioni di Anna Cascone
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