Venerdì 8 aprile la nostra direttrice Annalisa Panesi è stata ospite del gruppo facebook Sognatori Erranti, un salotto letterario dove poter parlare di ogni forma di arte. Ringraziamo intanto Valerio Sericano per l’invito e tutti coloro che hanno partecipato con le loro domande!Buonasera a tutti, eccoci arrivati al momento dell’intervista serale, protagonista la direttrice della Panesi Edizioni. Chi è Annalisa Panesi? Cominciamo con una doverosa presentazione della tua formazione professionale e di come è organizzata la tua casa editrice.

Buonasera a tutti e grazie per questo invito! Laureata al Dams e specializzata successivamente in editoria cartacea e digitale, nel 2014 insieme a Giulia Di Re e Daniele Pollero ho dato il via alle trasmissioni di Panesi Edizioni!

Avendo conosciuto personalmente il vostro staff, ho avuto l’impressione che Panesi Edizioni sia un’ambiente giovane e dinamico, dove conta molto lo spirito d’iniziativa personale. Quanto ritieni sia importante quest’aspetto in un ambiente di lavoro collocato nel mercato di oggi?

Il mercato di oggi è molto cambiato rispetto a quello di anche solo dieci, quindici anni fa, in particolar modo quello editoriale, in cui ogni giorno e ogni progetto sono una scommessa. Il dinamismo e lo spirito d’iniziativa rendono il lavoro mai noioso e mai uguale a se stesso. Rendono possibili aperture a nuove realtà e a nuovi progetti, a nuove opportunità che, rimanendo chiusi nei propri confini, non si potrebbero cogliere.

Credo sia un ambiente in continuo movimento, dove bisogna essere bravi a cogliere al volo le novità.

Esattamente! E anche a crearne!

Parlando del settore specifico dell’editoria, molti autori lo vedono come una giungla all’interno della quale è difficile districarsi. Qual è il punto di vista di un giovane editorie che vive e lavora quotidianamente nel settore ?

Concordo che sia una giungla! Spesso perché tra gli scrittori stessi c’è poca informazione sulle varie possibilità di pubblicazione. Da questo punto di vista noi cerchiamo di essere il più limpidi e chiari fin dai primi contatti con gli autori. Non promettiamo di riuscire a vendere migliaia di copie di un libro, ma trattiamo comunque ogni libro come se fosse anche nostro, impegnandoci per ognuno dalla firma del contratto fino alla promozione. E questo è forse quello che un autore vuole trovare in una casa editrice: qualcuno che scommetta sulla sua opera e lavori per lui e con lui per la riuscita del progetto. Per questo credo sia importante per un autore una ricerca impegnata della casa editrice più adatta al proprio libro, evitando lo spam a tappeto nella speranza che almeno qualcuna risponda.

Sono d’accordo, credo che il “prendersi cura” della “creatura” di un autore lo aiuti anche a crescere in modo positivo.

Sì, è proprio così. E poi non lo fa sentire mera merce.

Parlando di generi e categorie, secondo te quali tirano di più in questo momento? Al di là del talento e della predisposizione personale di ciascuno, se un giovane volesse iniziare a scrivere seguendo le mode, in quale ambito gli consiglieresti di concentrarsi per avere più chance di vendita?

Partendo dal presupposto che non tutti gli scrittori sono predisposti a scrivere di tutto (e lo vedo come un pregio, non un difetto), negli ultimi anni il fantasy e il romance hanno imperversato nelle classifiche di vendita, e pare che continuino a vendere bene.

Nella media, le piccole case editrici presenti sul mercato sembrano appartenere a due grandi categorie ben distinte. La prima potremmo definirla quella del “…pubblico tutto quello che mi arriva, meglio avere tanta carne al fuoco…” mentre nella seconda ci sono le CE che puntano soprattutto sulla qualità e sulla pulizia dei testi. Come collochi Panesi Edizioni in questo contesto?

La qualità di una casa editrice si vede soprattutto da quello che pubblica, non tanto per quanto riguarda i generi, ma per quello che riguarda la qualità dei testi, a livello sia di pulizia (i refusi purtroppo scappano anche dopo mille revisioni!) e di cura di un testo, sia in fase di editing che di pubblicazione. Noi teniamo molto a questo aspetto ma abbiamo anche avuto la fortuna di “incappare” in autori di valore e di avere la programmazione piena fino alla primavera prossima!

Nella giungla di autori e case editrici che nascono di continuo cosa pensi possa far distinguere ed emergere la Panesi?

Ti rispondo con quello che tanti dicono di noi (e che spero di meritare): il rapporto che abbiamo con gli autori. Come detto in un’altra risposta, non promettiamo la luna, ma facciamo del loro sogno il nostro, del loro progetto il nostro. Ci mettiamo allo stesso livello dei nostri autori collaborando!

Bellissima risposta , fare vostro il loro sogno è la migliore risposta che potevi dare!

Ti ringrazio!

Con Panesi Edizioni proponete spesso dei concorsi di vario genere. Che ruolo credi che abbiano e quanta importanza gli dai?

Sono importanti per gli scrittori perché sono un modo per farsi conoscere e notare, ma lo sono anche per le case editrici per trovare nuovi talenti e capire in che direzione va l’editoria vera (non quella delle pile di soliti nomi noti in libreria).

Una domanda più personale… Annalisa Panesi quale genere ama leggere? Quale musica ascolta? Ha un cantante preferito? Al cinema, cosa ama vedere?

Vorrebbe avere più tempo per leggere! O per lo meno, per leggere al di fuori del lavoro! Come Picasso, ho passato anche io i miei periodi colorati… Al momento direi di essere nel mio periodo giallo (già da un po’, in realtà), soprattutto adoro il giallo classico e i gialli scandinavi. Sulla musica spazio abbastanza dalla classica di Chopin (lo adoro!) alla musica italiana degli Stadio, di Dalla e Cremonini (probabilmente è uno strascico dei miei anni universitari bolognesi…). Al cinema vado poco, forse perché in fatto di film sono più selettiva e ultimamente nulla mi ha incuriosito più di tanto.

Dalla è un colosso della musica italiana, Cremonini ha una musicalità fresca, gli Stadio hanno vinto l’ultimo festival di Sanremo, dimostrando di sapere interpretare i gusti degli italiani che ascoltano e seguono la musica italiana.

Per non parlare della musica alla Michael Bublè, che trovo molto rilassante!

Concordo! Per quanto riguardo il cinema, hai un regista, un attore o un’attrice che apprezzi?

Direi di no, anche se apprezzo molto l’accoppiata Tim Burton – Johnny Deep.

Una domanda forse banale, ma attuale. Si dice che il futuro sarà dell’e book, ma davvero possiamo vivere senza cartaceo?

Non credo. Io ho scelto il digitale per il mio lavoro per diversi motivi, ma ho una libreria stracolma di libri, così come anche due e-reader e un tablet Kindle. Il futuro deve essere dei lettori e degli scrittori, indipendentemente dal supporto. L’importante è il contenuto, sta al gusto personale scegliere se libro o ebook e a mio parere chi sta più in alto della Panesi Edizioni dovrebbe smettere di fomentare una lotta (tra poveri) inesistente. Il successo si ha collaborando (e convivendo), non facendosi la guerra l’un l’altro.

Ottima risposta, sono d’accordo anch’io. Ci vorrebbe più collaborazione nel settore, mentre invece si assiste spesso a polemiche assurde che assomigliano tanto alle stucchevoli lotte di campanile che finiscono per danneggiare tutti.

Esattamente… E non portano vantaggio a nessuno… autori, editori o altri operatori del settore.

Da lettrice, scettica a fare il passaggio al digitale ed ora invece molto convinta e soddisfatta per averlo fatto, posso dire che grazie all’e-reader ho incrementato la mia lettura, ma riesco ad alternare perfettamente… se il libro è bello, si legge in entrambe le versioni!

Sul mio comodino ho tre cartacei e due e-reader… No comment!

A nome di tutto il gruppo ringrazio Annalisa Panesi per aver risposto a tutte le nostre domande dando vita a un’intervista che si è trasformata in una piacevole chiacchierata sui temi che fanno da collante per la nostra passione comune riguardante il mondo editoriale e tutto ciò che vi ruota intorno. Grazie anche a tutti coloro che sono intervenuti con le loro domande!

Grazie a tutti! Se avete altre curiosità, perplessità o dubbi, scrivete pure un messaggio sulla pagina di Panesi Edizioni oppure una mail a redazione@panesiedizioni.it. Noi siamo sempre ben felici di essere d’aiuto!

Intervista sul gruppo facebook Sognatori Erranti
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