Lo aspettavate da tempo e finalmente il grande giorno è arrivato: Daniela Tresconi torna alle stampe con un nuovo strepitoso mistery storico, Il Sigillo delle Cento Chiavi, ricco di avventura, storia, tradizioni locali e personaggi forti. Ingredienti che già ci avevano stregati nel suo romanzo d’esordio, La linea del destino, e che ancora una volta vengono miscelati da Daniela con assoluta maestria.

Golfo della Spezia (Liguria), fine del ‘500. Due frati e il giovane novizio Sebastiano abbandonano la cappella di San Bartolomeo delle cento chiavi alla marina dopo averla data alle fiamme. Conducono con loro due preziose teche: una verrà custodita nelle viscere della collina mentre l’altra verrà portata a Francoforte in Germania dal giovane Sebastiano e dall’intraprendente Camillea. Il segreto su un misterioso quadro e sul contenuto delle due teche sarà protetto nei secoli dagli appartenenti alla Confraternita delle cento chiavi.
Francoforte (Germania), oggi. Il giovane Sebastien eredita da nonna Sibille uno scrigno che contiene uno sconvolgente segreto. Il ragazzo intraprenderà un viaggio in Italia, nel piccolo borgo di Pitelli in Liguria, alla ricerca del suo passato e di quello di un’intera comunità, trovando invece il suo futuro e l’amore di una giovane donna. Sceglieranno di continuare a proteggere il segreto?

Daniela Tresconi

Daniela, finalmente ci siamo, Il Sigillo delle Cento Chiavi è online e ha iniziato a scalare le classifiche quando ancora era in preordine. Come è nata l’idea che sta alla base del libro?

Era l’estate del 2016, il mio primo romanzo – La linea del destino – era concluso e io ero alla ricerca di un’idea per un nuovo libro. Appassionata da sempre di storia e leggende del territorio, ho assistito alla presentazione degli studi condotti dalla pro loco di Pitelli, sulle origini e la storia di quel piccolo borgo affacciato sul golfo della Spezia. Ho così scoperto l’esistenza di un approdo marinaro e di un ospitale intitolati a San Bartolomeo delle Cento Chiavi, abbandonati dalle famiglie che li abitavano e oggi scomparsi, e la leggenda di un tunnel sotterraneo che collegherebbe una grotta carsica con l’antico oratorio del paese. Ho letto documenti in cui emergeva la tenacia e la ferrea volontà di uno sparuto gruppo di famiglie di ottenere l’indipendenza dalla vicina Arcola (Sp) e mi ha entusiasmato vedere con quanta passione ancora oggi gli abitanti del paese mantengano viva la propria identità. Gli elementi c’erano tutti, soprattutto il finale era chiaro e nitido nella mia mente. Non so se sia stato il destino, ma durante la stesura del libro è arrivato l’elemento nuovo, quello che mancava. Nell’oratorio parrocchiale del borgo di Pitelli è stata scoperta una tela cinquecentesca, ho seguito passo passo le presentazioni e gli studi che venivano condotti sull’opera, fino alla conclusione del restauro, la restituzione alla comunità e alla chiesa di San Bartolomeo e l’attuale esposizione al Museo Diocesano della Spezia. Questa tela e soprattutto il cartiglio dipinto sulla stessa sono diventati parte integrante del romanzo.

Le donne sono sempre al centro della tua narrazione. Chi sono le protagoniste del nuovo libro?

Le donne sono il centro di qualsiasi narrazione, sono al centro della vita stessa. Anche se nel nuovo romanzo ci sono protagonisti maschili, altrettanto importanti e fondamentali per lo svolgersi della storia, penso soprattutto a Padre Girolamo, le figure femminili “sgomitano” nella mia testa e insistono affinché io racconti la loro storia.
Siamo nel 1500, Isadora Visdomini è la figlia di Francesco Visdomini, appartiene ad una delle famiglie più importanti del borgo di Arcola. Il nome stesso significa Vice-dominus, amministrano e detengono il potere su tutta la comunità. Isadora commette un errore fatale: sceglie l’uomo d’amare. Non si può, suo padre, il suo adorato padre, la punirà senza alcuna pietà. Quanto tempo può passare prima che un’adorata figlia diventi una spietata carnefice?
Camillea è la figlia di Isadora, la madre la alleva al di fuori di tutte le convenzioni dell’epoca, la fa studiare, le insegna la musica, la poesia, ma soprattutto a difendersi. Le insegna ad essere diffidente, scaltra e ammaliante, ma soprattutto a non dipendere da alcuno. Camillea condivide il segreto che affligge il cuore della madre e sceglie di sostenerla nel momento in cui prenderà una decisione estrema, così come non ci pensa due volte ad abbandonare tutto per intraprendere il viaggio verso Francoforte con Sebastiano.
Milly è invece la donna dei tempi moderni, una giovane ragazza del borgo di Pitelli, innamorata del proprio paese, fiera delle proprie origini e della sua identità. Rimane sconvolta quando Sebastien le racconta uno sconcertante segreto: urla, strepita e sbatte la porta. Eppure è proprio lei, una volta presa la decisione, a guidare la ricerca della verità, senza arrendersi, come le donne sanno fare da sempre.

Anche il territorio ha sempre un ruolo speciale nei tuoi racconti.

In questo romanzo si intrecciano Arcola e Pitelli, due borghi della provincia spezzina. Non è un caso, la storia e le vicende di questi due paesi sono sempre stati parte integrante uno dell’altro. Pitelli di fatto è stata territorio arcolano fino al 1928 circa, quando passò al Comune della Spezia. Le origini del borgo sono tuttora incerte, in molte pubblicazioni si parla di continui attacchi da parte dei pirati all’insediamento sulla costa e dunque le famiglie si sono spostate in collina; chissà se questa è la verità, gli studi proseguono. Di certo c’è il forte desiderio di indipendenza che gli abitanti hanno manifestato da sempre, indipendenza soprattutto religiosa dalla Pieve di Arcola, con richieste continue e pressanti di poter celebrare messa nel piccolo oratorio. Nel romanzo ho riportato fedelmente molti di questi avvenimenti, alcuni li ho usati come pretesto per lo sviluppo della storia, ho parlato dell’esplosione del Forte di Falconara avvenuto nel 1922, ho condiviso l’idea diffusa della presenza di acque termali nel Golfo. Come consuetudine ho percorso insieme ai miei personaggi i luoghi del romanzo, suggerendo al lettore lo spunto per fare altrettanto, ho raccontato di feste e di cibi tipici, perché un territorio non è solo un luogo ma è i suoi colori, i suoi profumi e i suoi sapori. Ho raccontato la festa di “Pitei ‘n cantina” e mi auguro che molti dopo aver letto il libro abbiamo voglia di venire in paese per partecipare a questa coinvolgente esperienza.

Il Sigillo delle Cento Chiavi esce a due anni dalla tua prima esperienza editoriale. Quali aspettative hai e come sono stati questi due anni?

Quando ho scritto La linea del destino pensavo fosse solo un modo per divertirmi, poi invece sono arrivati i primi giudizi positivi, ai lettori piaceva. Piaceva la storia, piaceva il mio modo di scrivere. È stata un’esperienza esaltante, soprattutto perché in questi due anni ho incontrato moltissime persone, ho condiviso con loro l’amore e la passione per la lettura, ho stretto mani, ho partecipato a fiere ed eventi. Mi sono divertita e sono felice. Essere felici di quello che si fa è la migliore sensazione. Non mi aspettavo niente e ho avuto moltissimo. Ora forse ho un po’ di paura: e se il nuovo libro non piacesse? Se le aspettative fossero troppo alte? Inizia un nuovo percorso, comunque vada io credo che continuerò a divertirmi e spero che i miei lettori continuino a seguirmi.

Tutti i progetti ben riusciti sono il frutto dell’unione di più mani.

Per questo vorremmo ringraziare Tatiana Sabina Meloni per la magnifica copertina, Elena Galati Giordano per le illustrazioni dei personaggi che troverete all’interno dei libro e la Pro Loco di Pitelli per l’entusiasmo con cui ha accolto e sostenuto le idee di Daniela.

Trovate l’ebook su tutti gli store online a partire da oggi, 8 aprile, mentre il cartaceo sarà disponibile dal 27 aprile, giorno della prima presentazione ufficiale a Pitelli (Sp).

Intervista a cura di Annalisa Panesi

“Il Sigillo delle Cento Chiavi”: l’atteso ritorno del mistery storico di Daniela Tresconi

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