A due anni dal suo esordio, Laura Fogliati torna alle stampe con un nuovo romanzo, Il chiosco di Diana.

Diana gestisce l’edicola del chiosco di Piazza Gramsci, fulcro della cittadina in cui si è trasferita in cerca di un futuro migliore. La sua vita prosegue fra alti e bassi ma relativamente tranquilla, fino al giorno in cui incontra un anziano signore che le consegna un regalo misterioso: un piccolo libro che la costringerà a fare i conti con il proprio passato. Tutto si complica ulteriormente quando una sera la sua gattina fugge e, durante le ricerche, Diana incappa in Giulio, il ragazzo che amava quando era ragazzina.

Laura è già nota ai nostri lettori per Oltre le nuvole. Martina e il Paese dell’Arcobaleno, racconto dedicato ai più giovani e pubblicato nel 2016 da Panesi Edizioni.

Ti abbiamo conosciuta come scrittrice di storie per ragazzi, ora torni con una storia d’amore. Come è stato cimentarti con un genere diverso?

Raccontare storie, a qualsiasi genere appartengano, è sempre una grande emozione e, soprattutto, amo lasciarmi coinvolgere dalle vicende dei protagonisti, assecondando stati d’animo molto diversi fra loro, da quelli più riflessivi ad altri più giocosi e fantasiosi. Nel caso de Il chiosco di Diana è stato come fare un tuffo nel passato, in una società in cui non esistevano cellulari, computer e tutte le altre forme di comunicazione moderne, per raccontare che i sentimenti, quelli più profondi, non subiscono l’usura del tempo e l’amore, oggi, non è poi così diverso da quello del secolo scorso.

L’amore di cui parli nel tuo nuovo libro non è solamente quello tra uomo e donna, ma anche tra genitori e figli. Quali aspetti hai voluto evidenziare?

Da quando veniamo al mondo, è la nostra famiglia che ci fa muovere i primi passi nell’amore, un sentimento fondamentale per la nostra vita. Diana, la protagonista del romanzo, ha avuto la sfortuna di avere un’infanzia piuttosto travagliata e un rapporto molto difficile con il padre. Il destino, però, ha voluto che la madre, donna forte e determinata, sia riuscita a non farle perdere la fiducia nelle opportunità della vita. Voglio dire che i genitori sono innanzitutto persone e, in quanto tali, hanno un loro bagaglio d’esperienze, più o meno positive, capace di influenzarne l’esistenza e il rapporto con i propri figli. Tuttavia, credo che esista, per tutti noi, la possibilità di trasformare difficoltà e sofferenze in una sorta di valore aggiunto che possa contribuire a farci diventare adulti capaci di assumersi la responsabilità della propria vita, imparando ad amarsi per quello che si è. Volersi bene è uno dei passi fondamentali ‒ se non l’unico ‒ che ci può salvare, aprendo le porte a ogni altra forma d’amore.

Il chiosco di Diana si è classificato al secondo posto al concorso letterario “Lugale’ – Panesi Edizioni”. Come è nata la storia?

Un giorno, mentre bevevo un caffè seduta al tavolino di un bar nella piazza più trafficata di una piccola cittadina, ho iniziato a osservare il microcosmo che mi ruotava intorno. Poco distante da me, un edicolante, chiuso dentro il suo chiosco, accoglieva i clienti e chiacchierava con alcuni di loro, mentre con altri si limitava a svolgere il proprio lavoro in silenzio. In quel momento ho iniziato a fantasticare, chiedendomi che tipo di vita potessero avere quegli sconosciuti e in che modo alcune di quelle esistenze fossero collegate tra loro. A quel punto, le immagini del chiosco che dominava la piazza, dei bambini intenti a giocare e dei passanti immersi in chissà quali pensieri si sono unite in un gioco di fantasia e, pian piano, ha preso corpo il personaggio di Diana.

 

 

Cosa rappresenta la figura di Diana, la protagonista del romanzo?

Diana rappresenta la capacità di rinascita, il riscatto da un passato difficile al quale ha tentato di sfuggire con tutte le sue forze. A un certo punto però, la giovane comprende che per poter andare avanti deve avere il coraggio di accettare la sfida del destino, facendo i conti con se stessa e con quanto è accaduto nella sua vita.

Hai voluto trasmettere un messaggio ai lettori attraverso la storia di Diana?

Partendo dal presupposto che il mondo non corrisponde quasi mai all’ideale di perfezione in cui vorremmo vivere, ritengo che non dobbiamo perdere la speranza che esista una via per rendere migliori le nostre esistenze. In questo libro “sfioro” l’argomento della violenza domestica, che è quanto di più terribile ci possa essere per la crescita di un bambino, ma voglio credere con tutta me stessa che esista sempre un modo per dare un impulso diverso a un destino che non dev’essere necessariamente, e in modo negativo, influenzato dalle esperienze passate.

Ringraziamo Tatiana S. Meloni per la bellissima cover.

Il chiosco di Diana è disponibile in versione e-book in tutti gli store online e cartacea su Amazon e sul nostro sito.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

“Il chiosco di Diana”: il nuovo romanzo di Laura Fogliati
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