Tra una settimana uscirà  Veronica è mia, primo e-book di genere erotico per Panesi Edizioni. Oggi, come consuetudine, vi presentiamo la sua autrice: Giulia Mastrantoni, un mix di cultura, energia e voglia di scrivere e di visitare il mondo!

Scrittrice, creatrice di contenuti per il web, giornalista, linguista, traduttrice, interprete, cantante, musicista, attrice, sceneggiatrice, giramondo: c’è qualcosa che non ti piace fare?

Magari possedere tutte queste identità! Sono un grande “work in progress”, senza falsa modestia. Ci sto mettendo impegno, passione e voglia di imparare, con lo scopo di “disegnarmi” una vita adatta a me. Da quando ero piccola mi piace scrivere. Solo che oggi la scrittura è diventata polimorfe: c’è il blogging, il vlogging, la pubblicazione di eBook, i book trailer, i contest… un universo immenso! Tantissime abilità si mescolano alla capacità di scrivere. Mi piace, questa creatività. Dà un tocco in più a un mondo già meraviglioso.

Veronica è mia è un testo che rappresenta il sesso, protagonista ingombrante ma solo apparente, in maniera vivida, carnale, passionale, esplicita. Una cifra stilistica molto personale, già apprezzata sulla breve distanza del racconto Elise, contenuto nella tua raccolta d’esordio Misteri di una notte d’estate. Come mai questa scelta?

Mi piace l’aggettivo “apparente”. Rende bene l’idea del fatto che occorre andare in profondità e cogliere il significato della storia, senza fermarsi davanti alla constatazione sterile che sì, si parla tanto di sesso. Si tende troppo spesso ad etichettare la letteratura erotica come “muta”. Invece ne ha tante, di cose da dire! Anche se non è una verità valida per tutti i romanzi erotici perché, come per ogni genere, ci sono bei romanzi e brutti romanzi. Lo diceva anche Narcejac. Credo che il sesso sia uno degli atti su cui si può giocare di più, dal punto di vista artistico, a livello di sensazioni e introspezione. Il rapporto sessuale desta una varietà di pensieri che travolgono la mente prima, durante e dopo, a cui difficilmente viene data voce nella vita reale. Anche quando si parla con amici o amiche, è raro che si scenda nei particolari, che ci si soffermi su alcuni aspetti dell’accaduto. La scrittura e la messa a punto di storie più o meno forti possono dare corpo a queste sensazioni, andando a toccare un’emotività intima nel lettore che spesso nella realtà è… afona. Che, quindi, ha ancora più bisogno di essere svelata. È un momento di introspezione, quello della stesura o della lettura di un romanzo erotico. La sottocategoria del genere erotico che prediligo è quella dei romanzi che passano un messaggio. Che sia un messaggio femminista, che si tratti di un’opposizione alla violenza, che vi siano una moltitudine di spunti di riflessione. L’importante è che mi si spinga a pensare. Durante il mio soggiorno canadese ho scoperto la graphic novel Les Melons de la Colère. È un banchetto di spunti per riflettere, artisticamente ben orchestrati. È trash-porn con stile. Ho iniziato a scrivere storie erotiche per passare un messaggio. In modo molto diverso dalla graphic novel che citavo, perché ognuno ha il suo modo di rivolgersi al foglio bianco. Spero di coinvolgere cuore e mente di chi legge.

Qual è, a tuo avviso, la giusta collocazione del sesso in un qualunque rapporto di coppia, e dove i suoi confini sfociano nello sfruttamento indebito?

Temo che nessuno lo sappia. Ma posso condividere con chi ci legge in questo momento quello che penso. Sappiamo tutti identificare l’atto della violenza sessuale quando si tratta di un’aggressione da parte di un estraneo, magari in strada, di notte. Ci suona familiare e facilmente schedabile, questo stereotipo. Ma identifichiamo come non-violenza i rapporti irruenti da parte del partner e anche quei rapporti che hanno luogo solo dopo una continua pressione esercitata sulla ragazza. Sono pur sempre rapporti forzati, e sono una forma di violenza. Credo che questo genere di violenza, però, sia prevenibile. Penso che queste situazioni siano il frutto di una scarsa consapevolezza del proprio valore da parte delle ragazze e di un’educazione sessuale carente in ambo i sessi. Ci sono ragazze giovani che non hanno sicurezza in se stesse e allora si buttano tra le braccia del primo ragazzo che le prende in considerazione, facendo tutto ciò che lui chiede loro. Le ragazze, specialmente se giovani, devono sapersi difendere, attraverso l’indipendenza psicologica e la sicurezza in se stesse. La società, intesa come opinione comune, e i ragazzi devono riconoscere che fare pressione o forzare un rapporto sono forme di violenza. La risposta, secondo me, sta nell’educazione, un’educazione sessuale che coinvolga scuola, famiglia e società. Che sia completa e senza tabù. Veronica è mia è il mio tentativo di contribuire al cambiamento. Ho cercato di renderlo il più diretto possibile, perché la vita è diretta. E quindi ho raccontato la storia di una ragazza che subisce questa non-violenza ripetutamente e che cade nella trappola del sentirsi innamorata del proprio carnefice. Spero di coinvolgere cuore e mente di chi avrà la curiosità di leggermi e di mostrare concretamente cosa significa dire: – NO! agli abusi.

Quanto del tuo mondo, della tua realtà, hai riportato in Veronica è mia? Che rapporto c’è fra Veronica e Giulia? È identità totale, generica somiglianza o invenzione pura?

Il piccolo universo letterario di Veronica è mia, purtroppo, è reale nel senso che la vicenda è immersa nella nostra realtà, nel mondo in cui viviamo. E quello che racconto succede davvero. Non è una notizia da titolo di giornale, quindi queste esperienze di vita vissuta restano quotidianamente nell’ombra. Scriverne è il mio modo di stare vicino alle persone che stanno vivendo qualcosa di simile e di rivendicare la gravità degli atti da loro subiti. Spero anche di passare un messaggio di coraggio. Al di là della presunzione, che mi auguro resti sempre un’estranea per me, ci ho messo un impegno sincero, in Veronica è mia. Per me è un romanzo importante. Veronica è la parte più bella di me. Quella che non molla, quella che non si lascia attaccare nessun cartellino del prezzo, quella che si dimostra quanto vale a dispetto di Max. Mi piace come personaggio, perché ha tanta forza interiore. Per alcuni aspetti, è la donna che emulo.

La controparte maschile di Veronica è Max, un individuo meschino, freddo e cinico. Anche nella realtà la disattenzione e l’indifferenza verso le esigenze femminili hanno preso il sopravvento? Noti più analogie o differenze nell’approccio dei due sessi alla sfera relazionale?

Mi auguro, nel panorama europeo, che le giovani donne che hanno relazioni più o meno stabili abbiano tutte scelto un uomo intelligente, sensibile e alla loro altezza come compagno. Il rispetto reciproco e l’affetto sono i pilastri di qualunque relazione, è giusto che la donna li cerchi e li pretenda. Purtroppo, la cronaca ci insegna che non tutti gli uomini sono degni di stare accanto a una donna e che non tutte le donne sono state educate ad opporsi a una relazione che fa loro male. Ma se è vero che esistono tanti casi orripilanti, è anche vero che esiste una moltitudine di coppie felici. È sempre stato così. Per il futuro spero che le statistiche migliorino. Attualmente il 31,5% delle donne ha subito un qualche tipo di violenza, stando ai dati ISTAT 2015. Sicuramente oggi ci sono tante più similitudini nello stile di vita femminile e maschile rispetto al passato. Prima la sola occupazione di una donna erano la casa e la famiglia, e, in mancanza di queste, trovarsi un marito al più presto. Oggi ci sono il lavoro, la lezione di yoga, il corso di inglese, lo spritz con i colleghi, il cinema con la sorella, lo shopping con la mamma, portare i bambini in piscina, la pizza con le amiche, la cena romantica con il marito… i due sessi vivono in modo molto più simile e forse la donna è anche più impegnata dell’uomo. Ormai avere una relazione non è più né indispensabile né auspicabile e ambo i sessi vivono la coppia come qualcosa che se funziona, bene, altrimenti… beh, di certo non hanno bisogno di una fonte di stress aggiuntiva. Troncare una storia, insomma, è diventato un gesto femminile quanto maschile. In questo senso l’approccio alle relazioni è praticamente identico. Si cerca qualcosa che funzioni da sé.

Visto che l’abbiamo citato in precedenza, parliamone più ampiamente: tutto quello che dobbiamo sapere su Misteri di una notte d’estate, il tuo esordio letterario.

È buffo pensare che Elise, contenuto in Misteri di una notte d’estate, è idealmente la parte centrale di Veronica è mia. Ho scritto prima Elise, di getto, e poi Veronica è mia, un paio di mesi dopo o qualcosa del genere. Anche Veronica è sembrato scriversi da sé. In realtà, sono dell’idea che se qualcosa non si scrive come un fiume in piena, allora non viene dal cuore. E se non viene dal cuore, beh, non ho voglia di scriverlo. Perché non ha senso, almeno per me, mettere al mondo qualcosa di non desiderato. Un po’ come quando si sceglie di avere un bambino. Per me scrivere è uguale. Bisogna volerlo e sentirsi legati alle proprie parole. Altrimenti che senso ha? Sono affezionata a Misteri di una notte d’estate perché esprime duttilità. Non mi piace scrivere un solo genere né sempre della stessa cosa, quindi in Misteri di una notte d’estate mi sono data un via libera per la creatività. Veronica, invece, è realmente un messaggio. Si tratta di una storia che, seppur spontanea, è pensata. Di recente ho visto la puntata di Home Sessions su YouTube con Elisa, la cantante. Lei diceva che il pubblico le dice che è cambiata, ma che secondo lei sta solo esprimendo vari aspetti di sé durante le diverse fasi della sua carriera. Forse è un po’ la stessa cosa. Scrivo per esprimere diversi lati di me.

Tu hai due grandi pregi: l’essere giovane e l’essere donna. E sei anche positiva, grintosa, intraprendente, attiva, costruttiva. Che messaggio ti piacerebbe lasciare ai giovani autori, ai lettori delle tue opere, e, in particolar modo, alle donne che attraversano periodi difficili?

Arrossisco! C’è tantissimo sforzo dietro la mia voglia di essere positiva. Non si vede, perché non deve vedersi, ma in svariati momenti lo stress è tanto. Il mio obiettivo è darmi sempre da fare: se qualcosa va male, se ci sono nuove opportunità in vista, se so che posso fare di meglio. Sempre darmi da fare. Non ammetto la rassegnazione. Ai giovani autori vorrei dire di non perdere l’umiltà. È facile atteggiarsi, ma non è mai una buona idea. Siate solo voi stessi, è la formula migliore. A chiunque mi legge, mi piacerebbe dire grazie. A prescindere che leggano miei articoli, miei racconti, miei romanzi… mi dedicano del tempo. Scelgono di dedicare alle mie idee o alle mie storie due minuti, un’ora, un pomeriggio. E so bene quanto il tempo sia prezioso. Quindi grazie. Con tutto il cuore. Alle donne dico quello che mi ripeto sempre io. Mollare non è un’opzione! Non c’è nulla che non possiate fare. Impegnatevi, mettetecela tutta, focalizzatevi sull’obiettivo. I risultati sono dietro l’angolo. Ho una cara amica, Sammy, che è appena uscita da un periodaccio. Lei si unirebbe a me nel dirvi che valete tanto, anche se nessuno è disposto a farvelo credere. Allora stringete i denti, credete in voi stesse e fate in modo che nessuno possa più dirvi che non avete valore. Non siete sole e, soprattutto, siete splendide.

Chiudiamo con il gioco del futuro, o meglio, dei futuri: il futuro del genere erotico, il tuo futuro come autrice erotica [se ci sarà], e il futuro di Giulia Mastrantoni in generale, sul piano personale come artistico.

Il genere erotico è nelle mani di chi lo scrive. Ora che è passato il momento delle 50 sfumature di grigio, sta agli autori, magari anche minori, di questo genere dargli nuova spinta. Rendendolo ricco di messaggi o magari trash. Ma comunque creativo. Ci sono tante tematiche legate al sesso di cui mi piacerebbe occuparmi. Ho scritto altre cose nel frattempo. Più sul genere giallo. Giulia Mastrantoni è fuori di testa. La conosco da una vita, ma non so mai cosa si inventerà la prossima volta. Si mette in testa tante cose e poi tocca a me, persona reale, provare a realizzarle. E vale per l’arte come per la vita. Mi trasferirò per un periodo a Berlino, dove scriverò, poi punto ad esplorare un altro po’ il mondo, a concludere la laurea specialistica in Lingue e a dare corpo ai miei progetti artistici. Non so ancora se iniziare qualcosa di completamente nuovo o se darmi un po’ di tempo. Vedremo. Punto ad essere felice e a fare del mio meglio. Il sogno più grande resta quello di contribuire a rendere il mondo un posto migliore, seppure nel mio piccolo.

Intervista a cura di Daniele Pollero

Giulia Mastrantoni: grinta, talento e tanta voglia di scrivere!
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2 pensieri su “Giulia Mastrantoni: grinta, talento e tanta voglia di scrivere!

  • 21 Gennaio 2016 alle 23:16
    Permalink

    Grazie a Daniele, alla Panesi edizioni e un po’ anche alle pagine bianche. Insomma, grazie a tutti coloro che hanno contribuito a far accadere questo incontro meraviglioso tra me e questa casa editrice incredibile.

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