Il 3 dicembre uscirà il primo capitolo della sua saga fantasy, Like Lions. Lei è la giovanissima Giorgia Vasaperna e oggi ve la presentiamo attraverso questa bella intervista!

Chi è Giorgia Vasaperna?

A volte me lo chiedo anche io. Non si smette mai di imparare cose su noi stessi, ma in generale mi descriverei come una persona curiosa, ambiziosa, piena di passioni e terribilmente presuntuosa.

Come nasce il tuo amore per la scrittura?

La genesi è sicuramente attribuibile al mio amore per i film. Forse è il caso di iniziare da lì: avevo sette anni ed era da poco uscito nelle sale Narnia – Il leone, la strega e l’armadio. Adoravo quando mio padre portava me e mia sorella al cinema e, in particolare, quel film mi piacque moltissimo. Pochi giorni dopo la visione, io e la mia famiglia andammo a fare la spesa in un centro commerciale. In mezzo a tanti libri, indovinate cosa vidi? I miei occhi di bimba si illuminarono davanti a quella meravigliosa copertina, che riprendeva una delle scene che più preferivo del film. Mamma, che avrebbe tanto voluto una figlia interessata alla letteratura come lei, mi regalò quel libro per Natale. Iniziai a leggere sempre di più; poi all’età di nove anni mi dissi: “Potrei scrivere una storia e farla finire come voglio io!”. Sorvoliamo sui miei primi tentativi. Katia di Luminia deve rimanere nell’oscurità!

Hai altre passioni?

Leggere, recitare, guardare film/serie tv/musical, suonare il violino, cantare, interpretare i sogni, passeggiare e viaggiare sono quelle principali. So già che mi pentirò di non averne dette altre, ma adesso non me ne vengono in mente.

Raccontaci come nasce l’idea per il tuo Like Lions.

Un po’ mi vergogno a raccontarlo, ma va bene. Premetto subito che è una storia idiota. Allora: frequentavo da poco la terza media e, in un pomeriggio come tanti altri, non avevo voglia di studiare. Non perché sia una persona pigra, anzi! Il problema è che la terza media mi annoiava terribilmente. Avrei voluto approfondire materie come la storia o la letteratura, ma i miei professori si limitavano al minimo indispensabile. La materia che più odiavo era la matematica, per la quale avevo scelto un bel quaderno per incentivarmi a studiare (vi dico subito che non funziona). L’indomani la professoressa avrebbe dovuto interrogarmi e io dovevo studiare, perciò accesi la televisione per rendere meno drammatico quel momento e presi il quaderno. Sulla copertina era rappresentato un lupo bianco in un ambiente cupo. Mi soffermai a guardare l’immagine, accorgendomi solo allora che mi trasmetteva più di quel che credessi. Mi sentivo ispirata, così ho acceso il computer e ho scritto la bozza del primo capitolo. Era sgrammaticato, senza senso e scritto malissimo, però tre anni dopo riuscii a dargli forma e a renderlo come lo conoscete oggi. Ah, per chi se lo stesse chiedendo: mi diede 4! Il titolo è ispirato a una canzone dei The Queen Killing Kings, Like Lions. L’ascoltai per la prima volta guardando una puntata di Tempi duri per RJ Berger. Da allora, ho deciso che i libri di questa trilogia avrebbero avuto come titolo il nome di una canzone. Inizialmente, il mio lavoro cambiava spesso titolo. Il primo in assoluto fu Lycanthrope (sì, Matt inizialmente doveva essere un licantropo, però dopo aver letto Twilight ho optato per qualcosa di più originale!).

Nel romanzo la lotta tra il Bene e il Male assume una nuova forma, del tutto inaspettata. La protagonista è figlia del Bene e del Male. Raccontaci di più.

Questo aspetto è piuttosto autobiografico. Ho sempre pensato di non essere solo buona o cattiva. Come tutti gli altri sono capace sia di compiere del bene che del male, quindi non credo sia possibile etichettarci. Ovviamente in Like Lions ho esasperato questo aspetto, però a pensarci è più semplice identificarsi con Avril che con gli altri personaggi. Credo che un’anima né pura né maligna come la sua sia l’unica che possa suscitare una reale empatia nel lettore.

Nel corso della storia troviamo una grande varietà di personaggi che esplorano il complicato mondo delle relazioni. Come è stato dare vita a tutto ciò?

Sinceramente? Mi è venuto del tutto spontaneo. Sono una persona molto sensibile, quindi mi è sembrato naturale dare a ognuno miei personaggi una psicologia che entrasse in contrasto o in simbiosi con quella degli altri. Credo che Matteo Allen sia il personaggio su cui mi sono concentrata di più, ma niente spoiler!

C’è qualche autore a cui ti ispiri in modo particolare?

No. Farsi “ispirare” è controproducente, in quanto lo stile e la storia vengono influenzati da un modo di scrivere che non ti appartiene. Si rovina la genuinità dell’autore, il che è un peccato! Ammirare, invece, è diverso. Se parliamo di ammirazione, direi che dipende dal genere.

Cosa ti aspetti dalla pubblicazione in digitale del tuo romanzo?

Spero solo che la gente non si penta di aver comprato Like Lions, ma so già che ad alcuni non piacerà e che già dalla prima settimana arriveranno le critiche. Staremo a vedere!

E noi ti auguriamo tanta fortuna per questo lavoro e per i futuri!

Intervista a cura di Giulia Di Re

Giorgia Vasaperna: giovane promessa del fantasy italiano!
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