Eccoci finalmente ad iniziare un nuovo anno di letture e progetti. Diamo il via partendo dalla nostra amata Liguria, con un’autrice che è un vulcano in ebollizione, ricca di grinta e talento: Daniela Tresconi, giornalista del “Secolo XIX” e dipendente comunale di Arcola (SP), luogo incantato della provincia spezzina, che sarà ancora più magico dopo che avrete letto il suo romanzo d’esordio: La linea del destino.

Chi è Daniela?

Daniela è soprattutto una donna felice: felice della vita che ha, degli amici che ha intorno e delle scelte che ha fatto. Affronto ogni momento con il sorriso e sono sempre disposta a prendermi un po’ in giro. Come dico sempre, ognuno ha una vita pubblica, una privata e una segreta. Nella mia vita pubblica sono dipendente comunale e una giornalista per passione, in quella privata una moglie e una madre, e in quella segreta, che poi tanto segreta non è, sono soprattutto una coraggiosa, perché ci vuole coraggio ad inseguire i propri sogni e quello di scrivere è sempre stato il mio. Fin da bambina scrivevo, a volte erano le recite natalizie alle quali partecipavano tutti i cugini o gli spettacoli di marionette che organizzavamo a scuola, o ancora le frasi e i biglietti per le più svariate occasioni. Però, per decidere di mandare un manoscritto ad un editore, il coraggio ci vuole davvero, perché accetti di essere giudicato e soprattutto devi essere in grado di sopportare i giudizi degli altri. Questa è anche la maturità e forse ora per Daniela è arrivato il momento della maturità… o chi lo sa… so solo che mi sto divertendo moltissimo.

Raccontaci il legame con la tua Arcola?

Arcola, come tutte le cittadine di provincia, soffre un po’ di quel senso di “incompletezza”: ha perso i connotati del paese e non ha raggiunto quelli di città. Per me che sono cresciuta nella Piana di Arcola (quindi nella zona che negli anni ’70 era soprattutto agricola ed industriale), Arcola Ponte e il Borgo hanno sempre rappresentato il fulcro della mia infanzia e adolescenza. Gli amici della panchina, le camminate a piedi dentro i “carobbi” e le corse sfrenate in bicicletta lungo la strada che dal paese ti riportava al piano. Ora ad Arcola io vivo e lavoro, credo di aver assimilato da questo paese e dalle sue genti quella speciale ruvidità, tipica di chi è abituato a sudarsi tutte le cose, ma soprattutto, superata l’iniziale diffidenza, la capacità di accogliere e aprirsi agli altri.

Cos’è per te la scrittura?

La scrittura è per me quello che la cioccolata è per un goloso. A volte non riesci proprio a farne a meno. Le immagini, le trame e i personaggi bussano nella tua testa e devi per forza iniziare a scrivere. Mi capita di vedere un luogo, una foto o ascoltare qualcuno, ed ecco la storia è tutta lì, nella mia mente, devo solo trasformarla in parole. E poi scrivere è consolatorio: quando sono un po’ triste o arriva uno di quei periodi in cui sembra che tutto vada storto, mi siedo davanti al pc e lascio che i pensieri fluiscano lentamente, finché non si trasformano in parole scritte.

Come nasce La linea del destino?

La linea del destino nasce per caso: un giorno, leggendo un testo storico che parlava di Arcola, mi sono imbattuta in una frase per me terribile. Il paese veniva così descritto: “Arcola è come tanti altri paesi dove si mangia e si beve e si dorme e si vegeta e sterilmente s’invecchia”. Ho pensato che nessun posto è realmente così, che dietro alle quiete facciate si può sempre nascondere qualcosa. E dunque, perché non qualcosa di inquietante? La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la fine (collegandola ad un evento realmente accaduto) e da lì immediatamente tutti i tasselli sono andati al loro posto, anche se c’è voluto un anno per scriverlo tutto, soprattutto perché volevo che molti eventi e i luoghi fossero reali, riconoscibili da chi avrebbe sfogliato le pagine.

Amelia, Valentina, Vanda. Tre donne così diverse ma unite dal destino. Chi sono e cosa rappresentano nell’insieme del romanzo?

Amo moltissimo le tre donne protagoniste del mio romanzo. Ognuna di loro rappresenta un modo diverso di essere donna, in epoche e momenti storici diversi ma comunque sempre costrette ad affrontare tutte le difficoltà che essere femmina comporta. Pur a distanza di secoli o di anni, sono legate da un filo indissolubile, che le porterà a trovarsi insieme alla fine del loro percorso. Anche se a volte la fine è in realtà solo un altro inizio.
Nascere in pieno medioevo, orfana bastarda e per di più con i capelli rossi, per Amelia rappresenta il presagio di un epilogo terribile. Eppure la ragazza non si arrende e cerca il suo riscatto.
Vanda sopravvive alla guerra, alla morte del marito e di un figlio, ciò nonostante capisce immediatamente che l’arrivo di Valentina, l’altra protagonista, può consentirle di afferrare il sogno di fare finalmente qualcosa di giusto.
Ed infine Valentina, la donna di oggi, sicura e intraprendente che affronterà il crollo di tutte le sue solide certezze scientifiche, uscendone profondamente cambiata.

La linea del destino ha anche dei solidi riferimenti storici. Quali e perché hai scelto proprio quel periodo storico?

Quello dei solidi riferimenti storici è proprio una mia caratteristica. Voglio che chi legge il testo possa trovarvi dentro qualcosa di reale, che venga solleticato dal dubbio: ma sarà vero? Quindi ben vengano il Castello, il Castellano, la Chiesa della Madonna degli Angeli, le feste e le ricorrenze che realmente accadono nel mio borgo.
Perché ho scelto il medioevo? Perché è un’epoca piena di sconvolgimenti e di incertezze, uno dei periodi storici più controversi di sempre, in cui le credenze popolari e le superstizioni hanno avuto un’eco che è giunta fino ai giorni nostri. Un’epoca in cui essere uccisa, solo per il fatto di essere donna, non faceva alcun scalpore.

Cosa ti aspetti dalla pubblicazione del tuo primo libro?

Cosa mi aspetto? Sono entusiasta solo per il fatto che sia stato pubblicato. Lo avevo scritto solo per me, poi la mia famiglia mi ha convinto a tirarlo fuori dal cassetto. Spero soprattutto che chi lo leggerà si diverta quanto mi sono divertita io a scriverlo: questo sarà il vero successo!!! Se poi lo leggeranno in tanti, sarò ancora più contenta!

Progetti futuri?

Ho completato un racconto dal titolo Lo spartito del Diavolo che entrerà a far parte di un’antologia che abbiamo realizzato insieme agli amici dell’associazione Nati per scrivere, della quale sono entrata a far parte recentemente. La partecipazione alla Fiera del libro di Firenze a metà febbraio con il romanzo La linea del Destino ed infine un nuovo romanzo in cantiere. Doveva essere la continuazione della Linea, ma come sempre mi accade, ho visto un quadro e da lì è partita tutta una storia nuova, che nella mia testa è tutta chiara ma deve essere trasformata in manoscritto.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Daniela Tresconi: da Arcola la prima autrice del 2017
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