Vi riportiamo qui la recensione a Land Grabbing di Luca Bortone scritta e pubblicata da Aurelio su Contorni di Noir. Grazie!

La tranquilla e nel contempo frenetica Lugano, la capitale economica del Canton Ticino, trasformata in una Chicago anni ’20 nel rocambolesco romanzo Land Grabbing. Inseguimenti tra le vie della città, speronamenti, scazzottate, sparatorie, esplosioni, brutali e freddi omicidi, servizi segreti e altro ancora sono il “live motive” dell’intera storia che inizia dall’omicidio di un tecnico informatico addetto alla sicurezza di una banca privata. Indaga l’ispettore Diego Anastasi che, con il determinante aiuto di Giulia dell’Intelligence italiana, riuscirà a risolvere il caso, ma il successo è amaro perché la vita di Diego verrà segnata per sempre da un’azione atroce compiuta dal killer. Colpito negli affetti più cari Diego, già determinato a scovare il colpevole, diventerà una belva vendicatrice travalicando il suo ruolo di uomo di legge.

Il romanzo parte bene, scorrevole e chiaro nel succedersi delle vicende poi, a partire dalla trasferta a Zurigo, sembra diventare confusionario. Dopo un attimo di smarrimento si capisce la tecnica narrativa, cioè liberare il testo da inutili spiegazioni e lasciare al lettore la libertà di immaginare gli antefatti di determinate azioni cruciali: in un thriller d’azione, poco importano al lettore fatti marginali o addirittura superflui. È una peculiarità questa che apprezzo molto.

Diego, Giulia e Clara Maria Minniti, i tre personaggi principali del romanzo, sono decisamente sopra le righe anche per gli standard americani, figuriamoci per il Canton Ticino dove basta muover paglia per preoccupare il cittadino il quale non ci penserebbe due volte ad informare la polizia…, ma un romanzo è, per antonomasia, un’opera di fantasia: l’importante è che l’autore sappia catturare l’attenzione del lettore, riesca a farlo immergere nelle pagine, a fargli vivere le avventure dei personaggi, ad amarli o odiarli. Credo che Luca Bortone ci sia riuscito coerentemente con il taglio che ha voluto dare al suo romanzo.

Prosa scorrevole e dialoghi semplici che tuttavia non fanno rimpiangere la mancanza di un’accurata e approfondita analisi psicologica dei personaggi; viene comunque posto un quesito al quale è difficile rispondere: fino a che punto può giungere la vendetta? La risposta di ogni lettore scaturirà dalla propria coscienza. Non manca, ed è questo forse il fulcro del romanzo, una chiara denuncia contro le criminali pratiche, mascherate da opere umanitarie, messe in atto da alcune società e persone senza scrupoli.

Mi sono divertito nel leggere l’opera prima di Luca anche perché, vivendo a Lugano, conosco bene i luoghi dove essa si svolge. Un appunto finale a Luca: i proprietari dell’edicola-libreria di Ponte Tresa sono persone squisite… ma va beh tanto “Ogni riferimento a fatti, persone e/o cose esistenti è da ritenersi puramente casuale.”

Aurelio

Contorni di Noir per “Land Grabbing”
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