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Vi proponiamo l’intervista a Bonifacio Vincenzi, autore di L’APPRENDISTA BABBO NATALE, pubblicata su Che Forte!

Babbo Natale è alla ricerca del suo successore, ma la sua ricerca resta vana fino a quando, nella sua sfera di cristallo, non trova Nicolaus, un bambino speciale. Babbo Natale non ha dubbi: sarà lui il suo successore nonostante la perplessità dei folletti. Nicolaus è un bambino con la sindrome di down.

Emozionante questa breve storia natalizia che commuove i grandi e i piccini. “Per me non ci sono bambini in un modo e bambini in un altro modo. I bambini sono tutti uguali”-dice Babbo Natale. Da leggere assolutamente ai nostri figli la notte prima di Natale.

Che Forte! intervista Bonifacio Vincenzi, l’autore di L’Apprendista Babbo Natale, e-book.

Ci racconti di te? 

È sempre difficile parlare di se stessi. Posso solo dire che è da più di trent’anni che mi occupo di letteratura. Ho passato gran parte della mia vita a occuparmi delle opere degli altri. Ho diretto due riviste importanti di letteratura “La colpa di scrivere” e “Il Fiacre N. 9”. Nel 1985 ho fondato Il Musagete, partito come itinerario culturale e tuttora attivo come Istituto Culturale della Calabria. Negli ultimi anni ho deciso di pensare un po’ anche a me e ho iniziato a pubblicare le mie opere. Ed ora eccomi qui.

Da dove nasce l’idea di scrivere L’Apprendista Babbo Natale?

L’anno scorso mi è capitato di seguire una docu-fiction televisiva in cui i protagonisti erano dei ragazzi con la Sindrome down. Quello che mi è rimasta impressa è stata l’affermazione di una ragazza con questa sindrome che rivendicava il diritto di essere considerata semplicemente una ragazza, con i suoi pregi e i suoi difetti, ma solo e semplicemente una ragazza. Una rivendicazione piuttosto ovvia soprattutto alla luce della semplicità con cui veniva espressa. Penso che in me L’apprendista Babbo Natale, anche se inconsapevolmente, sia nato nel preciso istante in cui quella ragazza rivendicava questo suo diritto.

Qual è secondo te il modo migliore per spiegare ai bambini la Sindrome di Down?

Bisogna prima essere onesti con noi stessi. Chiederci se ne sappiamo abbastanza sulla Sindrome di Down. Documentarsi è facilissimo. C’è in Italia un’associazione molto importante, l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down – www.aipd.it ). Una volta che ci siamo documentati possiamo parlarne  con semplicità ai bambini. Loro comprendono molto più di quanto immaginiamo se il messaggio del nostro insegnamento arriva chiaro e se siamo in grado, eventualmente, di rispondere a tutte le loro domande.

Leggo dalla tua storia “Ci sono tanti tipi di bambini. Bambini con la pelle bianca, bambini con la pelle nera, bambini con la pelle gialla. Ci sono bambini con le lentiggini, bambini down, bambini con il naso a patata. Ma è solo dalla bontà del cuore che rende un bambino migliore di un altro.” Come secondo te noi genitori possiamo portare questo messaggio ai nostri figli?

Dobbiamo crederci soprattutto noi adulti che è così. Bisogna imparare  a guardare la normalità da una diversa prospettiva. Solo così possiamo trasmetterla ai nostri figli ed essere certi che loro comprenderanno.

Bonifacio Vincenzi intervistato da Che forte!
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