La prossima settimana uscirà la sua raccolta di racconti, Risotto allo zafferano. Lei è Ada Bottini, ligure di Rapallo (Ge), una vita da insegnante e tanti riconoscimenti alle spalle. A lei la parola…

Chi è Ada Bottini?

È una persona semplice che ama la vita e le persone.

Come nasce la sua passione per la scrittura e quanto la sua attività di insegnante ha contribuito ad approfondire questa sua passione?

Nasce dalla lettura, dalla nostalgia e dal dolore. Già da ragazzina ho amato molto la lettura che mi ha offerto viaggi ed emozioni, altri spazi e altri tempi. Nostalgia di una classe prima di Recco che ho dovuto abbandonare per un trasferimento e in ricordo della quale ho incominciato a scrivere le prime favole. Dolore è la malattia.

Scrivere racconti, e quindi testi brevi, è una scelta stilistica o una conseguenza del su modo di creare storie?

È una conseguenza del mio modo di inventare storie, temo la prolissità, se posso evito le descrizioni, mi ispiro alla realtà che mi circonda e che conosco, ma ci tengo a dichiarare che anche se l’ispirazione nasce da un fatto reale, la scrittura crea un personaggio completamente diverso da quello che per qualche minuzia o battuta mi ha ispirato.

I racconti contenuti in Risotto allo zafferano hanno un filo conduttore?

Per essere molto globale risponderei : la vita.

Quali temi ha voluto toccare in questi racconti?

Non ho un progetto di scrittura organico, questi racconti inoltre sono stati scritti in un arco di tempo abbastanza lungo, però posso dire che sono interessata alla giustizia sociale, all’attenzione ai deboli, alle relazioni umane.

Il racconto preferito?

Che domanda difficile. I racconti sono come i figli, non puoi scegliere, però facendo uno sforzo quello che mi ha dato più soddisfazioni è Il Primario.

E quello più “sofferto”?

Sempre Il Primario.

A quale pubblico è diretto questo e-book?

Quando scrivo non ho mai in mente il target, il pubblico dei lettori, ma incomincio a scrivere per me. So che questo è un difetto. Quindi qui viaggio sulla speranza che lo leggano in molti che non mi conoscono di persona, e il libro da un ruscello diventi un fiume, ma di quelli amazzonici!

Cosa si aspetta dalla pubblicazione dei suoi racconti e come mai la scelta del digitale?

Mi aspetto di diventare una scrittrice vera, di quelle che hanno lettori sconosciuti, non solo amici e parenti che ti vogliono bene. Quindi mi aspetto una distribuzione capillare che il digitale favorisce. Mi dicono.

Intervista a cura di Annalisa Panesi

Ada Bottini: racconti dalla Liguria
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